fbpx

L'Italia è fuori dai Mondiali dopo 60 anni: Ecco servito il conto dell'ultimo decennio di Serie A

Scritto da Simone Santacroce Il . Inserito in Il Pallonetto

italia addio mondiale insigne

L'Italia è fuori dai Mondiali che si disputeranno in Russia nel 2018. Il catastrofico play-off di qualificazione contro la Svezia ha decretato l'eliminazione degli azzurri dalla rassegna iridata dopo circa 60 anni.
Nel 1958,infatti, la compagine italiana fu eliminata da una modesta Irlanda del Nord (paragonabile all'attuale Svezia che ci ha eliminati) e fu un evento epocale e drammatico non partecipare al Mondiale che si disputó poi, neanche a farlo a posta, in Svezia. Mondiale che tra parentesi fece scoprire al mondo intero l'immenso talento di un appena diciassettenne Pelè. Era però un altro mondo e sicuramente un altro calcio e mai avremmo pensato di rivivere una esperienza simile nella storia del calcio italiano. Eppure eccoci qui, a commentare una disfatta che in apparenza ha dell'assurdo ma che, dopo una breve analisi dell'ultimo decennio del nostro campionato, appare solo come il triste epilogo di una tragedia annunciata. Dal Mondiale vinto contro ogni pronostico nel 2006 in Germania, dove i più grandi campioni del calcio nostrano erano all'apice delle loro carriere, non è mai avvenuto un degno ricambio generazionale e non a caso le ultime due spedizioni Mondiali (in Sudafrica nel 2010 e in Brasile nel 2014) non hanno fatto altro che evidenziare questa condizione di arretratezza del movimento calcistico italiano.

Si sono fatti dei buoni percorsi durante gli Europei disputati in questa decade di riferimento ma il livello è probabilmente molto più basso rispetto a quello che si può trovare in un Mondiale. Detto questo, a cosa o a chi possiamo imputare questa sconfortante situazione del nostro movimento calcistico? Dove possiamo rintracciare le origini di questo disastro? E soprattutto, domanda delle domande, come e da dove si può ripartire? Andiamo in ordine. Cercare ora un singolo capro espiatorio sarebbe quasi del tutto inutile data la situazione. In questi casi è tutto il sistema ad aver fallito. Basti pensare che la Juventus che domina ormai da 6 anni in Italia è stata capace di fornire al movimento soltanto un blocco difensivo di ottimo livello in campo nazionale ma di mediocre efficacia a livello internazionale e che il Napoli (una sorta di unicum all'interno del panorama italiano per il proprio spettacolare modo di giocare) ha da poter condividere con la Nazionale soltanto due elementi come Insigne e Jorginho che, seppur di altissimo livello rispetto a tanti altri attuali componenti della rosa italiana, non sono stati presi quasi mai in considerazione. È evidente però che in questa circostanza una bella dose di colpevolezza ricadrà sul CT Ventura (reo di aver anteposto il proprio orgoglio e il proprio credo conservatore alle novità e al talento di giocatori come Insigne) e sul presidente della FIGC Tavecchio che non ha saputo rifondare e modernizzare adeguatamente un sistema che era sull'orlo del baratro e che ora si trova a raschiare il fondo dello stesso. Serve una rivoluzione subito. Per quanto riguarda le origini del problema bisogna analizzare l'annoso problema dei vivai italiani che scarseggiano di ragazzi ITALIANI talentuosi e che forniscono in prospettiva futura ben poco materiale alla Nazionale. Se ne parla ormai da anni ma l'assurda tendenza a "importare" e crescere talenti stranieri nei nostri campionati a discapito dei tanti giovani autoctoni a cui non viene data la possibilità di crescere ed esprimersi sta portando all'evidente collasso di un sistema ormai marcio. Un sistema,tra le altre cose,mal governato da vecchi dinosauri che,parafrasando il film "La meglio gioventú",andrebbero distrutti per poter sperare di ritornare a certi livelli. Bisogna dunque ripartire dalle idee. Idee concrete che non hanno però bisogno di decenni per essere messe in atto. Bisognerebbe agire prontamente,ma d'altra parte basta tornare indietro nel tempo per vedere che nella storia dell'Italia mai nulla del genere è stato fatto per comodità,pigrizia o convenienza.

Siamo alle solite insomma, bisogna sperare in una sorta di miracolo che faccia capire a tutti,vecchi e giovani, da dove e come bisogna ripartire per tornare la Nazionale capace di vincere per ben 4 volte un Mondiale. Infine ci riserviamo un piccolo spazio per lanciare un messaggio al nostro Lorenzo Insigne, ingiustamente escluso nel momento più importante in Nazionale ma decisivo e fondamentale nel Napoli. Caro Lorenzo, la delusione c'è ed è tanta ti capiamo, ma ascolta. Ora come non mai abbiamo la possibilità, anche grazie a te, di giocarcela per l'obiettivo più grande e tu hai la possibilità di farlo con la maglia che ami, nella tua città. Dimostra a tutti quelli che non ti hanno dato il giusto spazio e i giusti riconoscimenti quanto vali, noi che lo sappiamo saremo qui al tuo fianco a sostenerti. Trascinaci verso la vittoria e, come dice sempre la Curva A,"Noi ti seguiremo".