Insigne è il leader di un Napoli straripante: dalla panchina in Nazionale alla riscossa con l'azzurro che conta

Vedendo i gol che ha rifilato nell'arco di quattro giorni a Milan e soprattutto Shakhtar (colpo da fuoriclasse assoluto) sembra inverosimile che Insigne non abbia avuto neanche la minima occasione di dire la sua in Nazionale nel fatidico play-off perso con la Svezia. Eppure è andata cosi.
Forse essere il miglior giocatore italiano non basta,d'altra parte si sa l'Italia non è certo il paese più avvezzo a valorizzare chi lo merita davvero,ma questa è un'altra storia. Parliamo di calcio che forse è meglio. Se parliamo di calcio non possiamo che elogiare il talento di un ragazzo che ormai da tempo ha preso coscienza dei propri mezzi tecnici e li ha messi a disposizione di un gruppo che,guidato dal genio di mister Sarri,mette il fantasista napoletano nelle migliori condizioni di esprimersi. Se il Napoli è in vetta alla classifica in campionato ed è in corsa per gli Ottavi di Champions lo deve al suo gioco,all'intesa ormai consolidata tra i giocatori,all'allenatore e a tanti altri aspetti ma la presenza di un giocatore come Insigne incide non poco. Da molti viene ancora criticato al minimo errore (gente che di calcio forse capisce poco) ma vederlo giocare è una delizia per gli occhi e per ciò che incarna è fondamentale in una città come Napoli. Infatti il percorso fatto dal numero 24 degli azzurri potrebbe essere quello di un qualsiasi talentuoso ragazzo della nostra terra che sogna un giorno di poter giocare con la maglia della propria squadra del cuore ovvero quella azzurra del Napoli,altro che quella della Nazionale. Nazionale che sia chiaro è importante,ma finché non verrà riformato l'intero sistema calcistico italiano anche l'attaccamento alla maglia che fu di Rivera,Baggio,Totti,Del Piero e Pirlo (tanto per citarne qualcuno) andrà scemando. Forse tra questi nomi un giorno potremo inserire anche lo stesso Insigne nella speranza che nel prossimo futuro ci si accorga che nei pressi del San Paolo c'è un giocatore che tende a fare la differenza,tanto per usare un eufemismo,in ambito nazionale ed europeo. In attesa che anche gli altri capiscano il reale valore di Insigne,noi qui a Napoli ce lo godiamo e con lui culliamo un sogno di cui,da buoni napoletani scaramantici quali siamo,non vogliamo ancora parlare quasi come se facendolo non si possa poi più tramutare in realtà. Per continuare a sognare,però,bisogna passare anche da partite come quella di Udine che ci attende la prossima giornata. Una trasferta storicamente ostica per gli azzurri e che andrà affrontata con lo spirito visto nelle notti europee. Sottovalutare gli avversari è il primo passo verso la disfatta e ciò non andrà mai fatto,ma siamo certi che mister Sarri questo lo sappia molto bene. L'Udinese come lo Shakhtar dunque e solo cosi potremo inseguire ancora il nostro sogno comune. Mi raccomando però non spargete troppo la voce,perché come si dice sempre dalle nostre parti "L'uocchie sicche so' peggio d'e scuppettate".
