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Il derby d'Italia

Scritto da Matteo Zapelli Il . Inserito in Il Pallonetto

inter juve

Sabato sera, nel secondo posticipo della 16ª giornata di Serie A, Juventus e Inter hanno pareggiato 0-0 al termine di una partita piuttosto bloccata in cui le due squadre sono state attente soprattutto a non subire gol, a discapito del gioco e della spettacolarità dell’incontro.
Il pareggio ha quindi mantenuto invariate le distanze in classifica: l’Inter rimane in prima posizione con due punti in più della Juventus e uno in più del Napoli. A Torino l’Inter di Luciano Spalletti non è riuscita ad effettuare nemmeno un tiro verso la porta avversaria nel corso dei novanta minuti: a fronte di un’altra partita impeccabile dal punto di vista difensivo, nella metà campo avversaria non ha mai proposto nulla. Perisic e Candreva, i due esterni d’attacco, non hanno effettuato nemmeno un cross, nonostante l’Inter sia la seconda squadra per numero di cross realizzati in Serie A. Per forza di cose, Icardi è stato praticamente tagliato fuori dal gioco, ricevendo palla solamente sui piedi, ma sempre circondato da troppi avversari per poter creare qualcosa di buono.

L’impressione, tuttavia, è che l’Inter ritorni da Torino con un punto guadagnato e che la Juventus abbia perso l’occasione di ottenerne due, peraltro in uno scontro diretto. L’Inter, pur non buttando mai via la palla e cercando sempre di costruire le proprie azioni dal basso, ha dimostrato di non avere ancora le capacità per controllare anche solo a tratti il gioco nelle partite più impegnative, e di non poter inoltre risolverle senza l’aiuto fondamentale dei suoi giocatori migliori. Una condizione inevitabile, dato che Spalletti è arrivato pochi mesi fa e la squadra ha ancora molte cose da migliorare. La Juventus di Allegri, invece, oltre che con i favori dei pronostici, si presentava al “derby d’Italia” con una squadra ormai collaudata negli anni, solidissima e in grado di imporre il proprio controllo, a differenza degli avversari. Ma alla fine, l’idea di evitare a tutti i costi rischi inutili – soprattutto nel primo tempo, in cui non ha praticamente mai pressato l’Inter – le ha probabilmente impedito di vincere. Allegri, rinunciando a schierare Dybala e Douglas Costa, ha mandato in campo la Juventus con un 4-5-1 che è servito a coprire molto bene tutta l’ampiezza del campo, per proteggersi da qualsiasi rischio, specialmente gli uno-contro-uno. Nel modulo scelto da Allegri per affrontare l’Inter ha pesato probabilmente il fatto che quella di ieri sera sia stata la sua terza partita impegnativa nel giro di nove giorni, l’ultima delle quali, ad Atene in Champions League, è avvenuta quattro giorni fa. L’Inter invece arrivava alla partita di ieri sera dopo una settimana di riposo. Nel corso della partita la Juventus ha avuto principalmente due occasioni da gol, entrambe con Mandzukic. La squadra ha tirato sette volte verso la porta dell’Inter e in tre occasioni l’ha centrata, ma l’assenza di palloni giocabili per gli attaccanti — come dimostra la prestazione di Higuain, appena superiore a quella di Icardi — le ha impedito di avvicinarsi al gol. L’unico giocatore ad aver dato imprevedibilità e dinamismo alla gara è stato Cuadrado, da cui sono passate tutte le occasioni da gol della Juventus, ma contro cui la difesa interista non ha dato segni di cedimento . Una partita che quindi non ha fornito molto spettacolo e che si può racchiudere in due parole : tattica e testa . Ormai i grandi scontri diretti almeno in Italia vanno sempre verso questa direzione , dove la paura di perdere prevale alla voglia di vincere, probabilmente in Spagna o Inghilterra avranno cambiato canale guardando il match di sabato sera.