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Intervista ad Antonio Manzo: "Non è un problema solo di uomini ma anche di testa della squadra. L'importante sarà tornare a crederci come prima"

Scritto da Simone Santacroce Il . Inserito in Il Pallonetto

antonio manzo

Abbiamo oggi, nel nostro consueto appuntamento calcistico incentrato sulla SSC Napoli,il Direttore di SpazioNapoli.it Antonio Manzo.


Ciao Antonio. Innanzitutto grazie per questa intervista che hai deciso di concedermi. Iniziamo subito dall'evento cronologicamente più vicino e ti chiedo quindi cosa ne pensi del sorteggio del Napoli per i Sedicesimi di Finale di Europa League e come credi affronterà questa competizione la squadra di Mister Sarri?
È un avversario difficilissimo, mi ricorda il Wolfsburg pescato da Benitez. Ma, proprio come allora, vincere può essere una dimostrazione di forza in campo europeo che servirebbe tantissimo a questo giovane spogliatoio.

Credi quindi che si affronterà con serietà e non con una sorta di "Formazione B" alla Mazzarri?
Nessun dubbio su questo, il Napoli affronterà questa sfida al massimo. Certo che molto dipenderà anche dal posizionamento in campionato alla vigilia dell’impegno, soprattutto in ottica stimoli.

Da cosa credi dipenda questo attuale momento di appannamento da parte degli azzurri? È solo un problema di stanchezza fisica o anche mentale?
L’infortunio di Ghoulam ha spento la luce: in un anno in cui sembrava tutto perfetto, sin dal ritiro di Dimaro, i due crociati hanno rappresentato l’ostacolo impossibile da superare, soprattutto a livello mentale. Tutto quell’ottimismo si è trasformato in negatività.

Ti chiedo tre aggettivi: uno per il Napoli d’inizio stagione, uno per quello attuale e uno per quello da qui a Maggio.
Straordinario - Normale - Pragmatico

Proiettiamoci verso la prossima sfida di campionato in trasferta contro il Torino,una partita non facile dato il momento quasi opposto delle due squadre. Cosa ti aspetti di vedere? Magari un po’ di quel turnover tanto invocato?
Oggi non è un problema solo di uomini ma anche di testa della squadra. Il turnover serve fino a un certo punto, l’importante sarà tornare a crederci come prima. Il Toro ora è in gran forma ed è una squadra che può fare male: una di quelle partite da chiudere nel primo tempo altrimenti si mette male.

Aspettando i rientri di Milik e Ghoulam, cosa serve a questo Napoli nel mercato di Gennaio per provare a giocarsela fino in fondo per il titolo?
Due attaccanti pronti: una prima punta funzionale (non serve Inglese) ed un altro pronto a giocare sia a sinistra che a destra (benissimo Berardi). Poi anche due esterni bassi, Vrsaljko e Barreca sarebbero perfetti in tal senso.

Quanto conta, a parer tuo, l'unità di intenti tra squadra, società, tifosi e stampa locale per arrivare a tagliare traguardi importanti?
Nulla. Ognuno deve fare bene il suo lavoro. La stampa non deve tifare ma raccontare la verità anche quando sgradita. Gli unici che sono liberi di fare ciò che vogliono sono i tifosi, altrimenti non sarebbero più tali.

È un campionato più che mai aperto, ci sono addirittura quattro squadre in 5 punti (aspettando la partita da recuperare della Roma). Cosa o chi sarà a fare la differenza nella corsa allo Scudetto?
Conterà sicuramente la mentalità nel saper uscire dai momenti difficili che tutte hanno avuto o avranno. E in questo la Juve può ancora essere la regina.

Un'ultima curiosità. Sei tra i Docenti di un bellissimo progetto che è il "Master in giornalismo sportivo 3.0". Oltre il tuo nome figurano quelli di tanti altri celebri giornalisti come Condó, Borghi e Sabatini. Cosa ti ha spinto a partecipare a questo progetto e cosa ti senti di dire ai nuovi giovani aspiranti giornalisti sportivi (come me ad esempio)?
Sono tra gli organizzatori del Master e l’abbiamo realizzato per chi ancora coltiva questo prezioso sogno purtroppo svilito nella nostra epoca. Consiglio di fare tutte le esperienze possibili, costruirsi e vedersi sempre come un prato verde dove seminare pillole di giornalismo. Solo così, con pazienza e fame, si potrà godere di risultati.