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La tragedia dell'esplosione della motonave Caterina Costa nel porto di Napoli

Scritto da Dario Scalabrini Il . Inserito in Succede a Napoli

nave porto

Il 28 marzo 1943 Napoli conobbe una delle più drammatiche pagine della storia della città. Alle 17.39 di quel giorno ci fu l’esplosione nel porto della motonave Caterina Costa, che provocò circa 600 morti e oltre 3000 feriti.
L’immaginario collettivo andò perfino oltre la pur enorme tragedia e tanti sono i racconti e le testimonianze che si sono registrate intorno all’episodio ma delle quali non abbiamo certezza. Rimaniamo perciò ai fatti conosciuti attraverso i bollettini militari o del Corpo dei Vigili del Fuoco e degli articoli di giornali, oltre, naturalmente, ai documenti di diversi storici, in particolare della nostra città.

La mattina del 28 marzo 1943 nel porto di Napoli, al molo 18 all’altezza di Sant’Erasmo, era ormeggiata la motonave Caterina Costa, requisita all’armatore genovese e utilizzata per il trasporto di rifornimenti militari sulla rotta per il Nord Africa. Quel giorno la nave era in procinto di salpare e, quindi, era a pieno carico: quasi 2000 tonnellate di munizioni, carri armati, circa 800 tonnellate di carburante e altro materiale bellico. Inoltre erano già a bordo alcune centinaia di militari, italiani e tedeschi. Nel primo pomeriggio si udirono le prime deflagrazioni. Non è stato mai chiarito a che ora fosse scoppiato l’incendio che provocò l’esplosione della nave. Soprattutto non è stato mai accertato se l’incendio fu casuale o conseguenza di un sabotaggio. Quello che invece appare certo è che l’incidente fu sottovalutato e i Vigili del Fuoco furono avvisati con molto ritardo. A partire dalle 15, poi, si registrarono una serie di iniziative superficiali e inadeguate, gestite con molta incompetenza da tutti quanti furono impegnati, a vario titolo, nelle operazioni di soccorso. Basta dire che, durante i tentativi di spegnimenti dell’incendio, si consentì alla gente di sostare nelle immediate vicinanze del molo per assistere alle operazioni, trascurando il rischio di scoppio delle munizioni che erano stivate a bordo della nave, cosa che poi purtroppo avvenne.

Una parte dell’equipaggio riuscì a mettersi in salvo ma i circa 100 soldati che erano sottocoperta a poppa morirono tra le fiamme. Il comandante della nave aveva avvertito i vigili del fuoco sopraggiunti della presenza del carico di bombe e dell’imminente pericolo, quindi, dello scoppio ma fu smentito dal rappresentante della Capitaneria di Porto. Fu valutata anche l’ipotesi di affondamento della nave ma fu poi scartata perché la nave, in pratica, toccava già il fondo.

Alle 17.39 la Caterina Costa saltò in aria. L’esplosione fu devastante: la banchina sprofondò; un pezzo della nave schizzò su 2 palazzi sul Ponte della Maddalena, abbattendoli. I Magazzini Generali furono raggiunti dal fuoco; altre schegge infuocate giunsero sulla Stazione Centrale, appiccando il fuoco sui vagoni dei treni in sosta. Due rimorchiatori, ancorati vicino alla Costa, affondarono. Lamiere si abbatterono sulla vicina caserma Bianchini e su edifici ai Granili, al Lavinaio, al Borgo Loreto, alla Sanità, nei Quartieri Spagnoli. Un pezzo di carrarmato abbatté un palazzo di via Atri e spezzoni incendiari giunsero a Materdei e fin sul Vomero, addirittura a Pianura. Una torretta di un altro carrarmato s’incastrò nel tetto del San Carlo. Subì danni anche il Maschio Angioino, visibili ancora oggi sulla facciata di fronte via Depretis.

Napoli, durante la guerra, subì oltre 100 bombardamenti ma il più alto numero di vittime si registrò proprio quel 28 marzo ’43. Insieme alla distruzione del monastero di Santa Chiara avvenuto nell’agosto dello stesso anno, lo scoppio della Caterina Costa fu l’episodio che più sconvolse la popolazione, generando sconforto e paura. Sentimenti che suscitarono, pochi mesi, le Quattro Giornate.

Il prossimo mercoledì 28 marzo alle ore 15 alla Stazione Marittima, l’Autorità Portuale di Napoli ha organizzato la commemorazione del 75° anniversario dell’esplosione della Caterina Costa. Parteciperanno le autorità istituzionali e diversi storici. A seguire, alle 17.39 sarà scoperta una targa in memoria delle vittime nel luogo dell’esplosione.