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Napoli aderisce al Patto dei comuni per la parità e contro la violenza di genere

Scritto da Fabio Di Nunno Il . Inserito in Succede a Napoli

panchina napoli

Il “Patto dei Comuni per la parità di genere e contro la violenza" è un documento frutto della volontà di tanti sindaci uniti da un impegno comune: per progettare e sostenere misure concrete di promozione delle pari opportunità, basate quindi sull’eguaglianza e la valorizzazione delle differenze per una società più equa, priva di stereotipi di genere e realmente paritaria.
Fulcro del “Patto dei Comuni per la parità di genere e contro la violenza" è il sostegno all'autodeterminazione femminile e la costruzione di una società più equa che offra a tutte le donne e a tutti gli uomini l’opportunità di sviluppare talenti e potenzialità in egual misura.

Il “Patto dei Comuni per la parità di genere e contro la violenza" si articola in undici punti che si propongono di agire per la sensibilizzazione contro la diffusione di stereotipi, per il sostegno dei centri antiviolenza e case rifugio, per il coinvolgimento degli uomini in tema di parità, per il supporto alla conciliazione dei tempi famiglia-lavoro. Azioni che verranno condivise tra le istituzioni e le organizzazioni della società civile impegnate sul tema e che annualmente le amministrazioni aderenti si impegnano a restituire ai propri cittadini.

Antonio Decaro, Sindaco di Bari e Presidente dell’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI), ritiene che «nel siglare il Patto noi sindaci e sindache siamo consapevoli che scardinare modelli culturali che limitano ancora le possibilità di scelta e gli spazi di rappresentanza e partecipazione delle donne alla vita del Paese è un obiettivo necessario, ma non sufficiente. Noi amministratori accettiamo la sfida più grande: la lotta, senza se e senza ma, alla violenza contro le donne e lo faremo coinvolgendo le nostre Comunità in un nuovo patto tra generi, giusto e rispettoso della ricchezza di ogni differenza».

Aderiscono al “Patto dei Comuni per la parità di genere e contro la violenza" i 12 sindaci delle Città metropolitane di Milano, Roma, Torino, Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Messina, Napoli, Palermo, Reggio Calabria ed i sindaci di Padova e Varese, con l’obiettivo di estendere l’iniziativa sarà estesa a tutti i comuni italiani.

Luigi de Magistris, Sindaco di Napoli, pensa che l’adesione al “Patto dei Comuni per la parità di genere e contro la violenza" sia «un impegno che implica una rinnovata determinazione a massimizzare il reperimento di fondi utili all’elaborazione di azioni strategiche, all’attuazione di modelli organizzativi e all’ideazione di nuovi dispositivi culturali e sociali, nella convinzione che la lotta alla violenza contro le donne sia la pietra angolare delle battaglie per l’uguaglianza e la parità di diritti».

Secondo Simonetta Marino, delegata alle Pari Opportunità del Comune di Napoli, «la strategia è quella di fare rete tra istituzioni e sostenere le attività promosse dalle organizzazioni della società civile che abbiano i medesimi obiettivi, al fine di potenziare gli strumenti di prevenzione e l’efficacia della rete antiviolenza».

L’iniziativa è senz’altro lodevole, ma è necessario affrontare la questione spingendo le donne a denunciare atti di violenza e rendendo possibile l’intervento delle forze dell’ordine prima che sia troppo tardi, arrivando a prevenire ogni forma di violenza. Eppure, la sfida della violenza di genere è soprattutto culturale, laddove le donne non devono accettare nessuna forma di violenza e gli uomini non devono perpetrarle. Infatti, proprio a Napoli, dove il 9 marzo era stata inaugurata una panchina rossa nella X Municipalità, a Fuorigrotta, in Piazza San Vitale, questa è stata vandalizzata dopo pochi giorni. L’iniziativa #panchinerosse mira a sensibilizzare l’opinione pubblica alla strisciante pervasività di temi legati alle violenze sessuali e di genere. Simonetta Marino, esprimendo la sua indignazione, sostiene che «episodi come l'attacco vandalico alla panchina di Piazza San Vitale, rappresentano la triste testimonianza di una priorità umana, sociale, culturale ed economica: la lotta in difesa dei diritti delle donne deve assumere un ruolo preminente nell’agenda politica nazionale e cittadina».