Ottaviano e il bilancio di previsione 2018: intervista al Consigliere Emanuele Ragosta

Questa settimana la redazione di Qdn ha avuto la possibilità di incontrare e scambiare quattro chiacchiere con Emanuele Ragosta, consigliere di opposizione del Comune di Ottaviano, e commentare con lo stesso la vicenda relativa all’approvazione del bilancio di previsione 2018 dell’ente caratterizzato per i numerosi tagli di spesa che hanno interessato settori importanti per la qualità della vita dei cittadini ottavianesi. Tutto ciò proprio a pochi mesi dalle elezioni amministrative…
Siamo oramai agli sgoccioli di questa amministrazione di centro destra e l'ultimo atto politico è stato quello del bilancio di previsione 2018 approvato nell'ultimo consiglio comunale. La compagine di opposizione di cui fai parte ha bocciato il documento elaborato dalla Giunta, perché?
Abbiamo bocciato con forza il bilancio 2018 targato centrodestra perché si caratterizza solo per aumenti di tasse e tagli ai servizi. Il bilancio dell'Amministrazione Capasso ha visto tagli al turismo (quasi 30mila euro); tagli alla cultura (oltre 10 mila euro); tagli al verde pubblico (oltre 10 mila euro); tagli alle già poche occasioni lavorative (meno 35mila euro circa); tagli ai servizi per gli anziani (meno 10mila euro); nessun finanziamento per il forum dei giovani e per strumenti come il baratto amministrativo o l’estate ragazzi per i bambini. E per il Natale 2018 sono stati tagliati anche i soldi per le luminarie… Di contro, la bolletta della spazzatura subirà un notevole aumento: circa 20 euro a famiglia.
Mi domando come abbiano fatto a votare un bilancio del genere i colleghi di maggioranza…
Occorre, però, fare una precisazione. Ciò perché solo una parte dell’opposizione ha bocciato il documento di bilancio 2018 presentato dalla Giunta guidata dal sindaco Luca Capasso e di questa parte dell’opposizione, guidata in maniera egregia dal consigliere Andrea Nocerino, sono orgoglioso di aver fatto e far parte. Un’opposizione che per 5 anni ha dato battaglia su ogni azione messa in campo dal centrodestra. Che ha convocato diversi consigli comunali di propria iniziativa sulle questioni più attuali del Paese. Che ha presentato emendamenti alle linee programmatiche (cosa mai fatta), ai vari bilanci (cosa mai fatta) e che ha collaborato con grande senso di responsabilità alla stesura dello Statuto e dei diversi regolamenti comunali, oggi in vigore.
L’altra parte dell'opposizione – e mi riferisco in particolare all’ex vicesindaco, Francesca Ambrosio - non si è nemmeno presentata. Assente alla discussione dell’atto più importante della Città di Ottaviano. Un’assenza che, però, non mi ha stupito. Del resto, quasi mai in questi 5 anni la consigliera Ambrosio è intervenuta sulle questioni importanti del Paese e – cosa, secondo me, ancora più grave – quasi mai ha difeso la precedente amministrazione, guidata dal dott. Mario Iervolino, dagli ingiusti attacchi del governo di centro destra. Un onere - quello di difendere la precedente Amministrazione - che spesso è toccato a me, nonostante nella precedente amministrazione fossi un semplice consigliere peraltro subentrato a legislatura in corso (sono stato consigliere per 7 mesi) e non il vicesindaco del Comune di Ottaviano. Su questo invito davvero a leggere i miei interventi pubblici; non ultimo quello sulle opere pubbliche, nell'ultimo consiglio comunale, dove ho elencato le oltre 50 opere pubbliche realizzate dal governo guidato dal dott. Mario Iervolino tra il 2004 e il 2009.
Sia chiaro non si tratta di dire chi ha fatto di più e chi meno... Politicamente auguro alla consigliera Ambrosio ogni bene ma fare opposizione è una cosa seria. Non si può essere presenti solo quando si vince... e soprattutto, quando si è presenti, non si può abbandonare il consiglio comunale quando si devono votare provvedimenti (come i dfb) generati dalla precedente gestione di cui si è fatto parte con un ruolo da protagonista assoluto.
La mancata attenzione ad ambiti quali quello della Cultura, del turismo e delle politiche giovanili è sintomo di un taglio di spesa obbligato o di un completo disinteresse ai bisogni dei cittadini?
L’attuale maggioranza sta scavando un solco profondo tra le istituzioni e i cittadini. La politica deve coltivare la speranza dei nostri concittadini e non la rabbia. Ma non investire in cultura, non investire nel turismo, tagliare progetti positivi come la borsa lavoro o il lavoro occasionale o quello interinale non coltiva la speranza...coltiva il malcontento. Soprattutto quando queste scelte sono discrezionali e squisitamente politiche. Se sono stati tagliati determinati settori è perché la volontà della maggioranza era quella di tagliare. Chi dice o dirà il contrario mente sapendo di mentire.
Per non parlare dell'arroganza con cui per 5 anni il centrodestra ottavianese ha bocciato qualsiasi proposta migliorativa al bilancio. Hanno bocciato decine di emendamenti presentati a colpi di maggioranza. Non ultimo quello che chiedeva l'istituzione dell'archivio storico comunale.
E se dovessi tracciare tu un 'bilancio' politico di questi 5 anni di amministrazione Capasso?
Tante promesse mancate. A cominciare dalla giunta, dove alcuni assessori furono scelti tra i parenti dei consiglieri. Il sindaco aveva promesso “meritocrazia”. Una cosa che denunciai nel consiglio comunale di insediamento. Per non parlare del turismo, che avevano promesso di rilanciare. Hanno iniziato nel 2014 la costruzione dell’isola ecologica e dopo 4 anni non è stata ancora inaugurata. Dopo 5 anni lasciano un Paese indebitato per i prossimi 20 anni per i mutui contratti per realizzare qualche strada.
Soldi che peseranno sulle tasche degli ottavianesi per i prossimi 20 anni. Non hanno saputo cogliere l’occasione dei fondi europei, come moltissimi comuni in Campania hanno, invece, fatto. Le attività commerciali continuano a chiudere e i giovani continuano a lasciare questo Paese. I pochi che vi sono frequentano le piazze di Somma Vesuviana e San Giuseppe. Una bella festa di San Michele che dura solo 4 giorni non può essere la soluzione ai problemi della città. Un anno dura 365 giorni…non 4. E meno male che abbiamo una Proloco che organizza qualche manifestazione a Natale e in estate…altrimenti il quadro sarebbe desolante.
Onestà intellettuale mi impone però di riconoscere che è stato portato a compimento il lungo iter del Piano Urbanistico Comunale, iniziato con il sindaco Michele Saviano e fortemente promosso dal sindaco Mario Iervolino e che la raccolta differenziata viaggia su percentuali importanti (76 per cento nel 2017), che fanno di Ottaviano uno dei comuni più virtuosi d'Italia.
Inoltre va anche detto che l'attuale Amministrazione ha lavorato per sbloccare e completare i lavori di Via Cesare Augusto, le cui colpe per i ritardi vanno comunque ricercate a livelli più alti di quelli comunali.
A ciò però fanno da contraltare le mancate risposte sui condoni edilizi e l’aumento, quest’anno, della bolletta della spazzatura. Oltre al fatto che si continua a non investire in Città. Conosco decine di giovani ottavianesi, brillanti e capaci, che hanno aperto locali a Marigliano, a Sant'Anastasia, a Pompei, a Nola, a Napoli. Una politica capace avrebbe fatto di tutto per spingere questi giovani ad investire nel paese in cui sono nati e cresciuti.
Lascio poi che un bilancio politico sia tracciato dai cittadini al momento del voto. Se il sindaco Capasso, che è sindaco uscente e gode certamente di un grosso vantaggio per questo, non vincerà al primo turno e andrà sotto gli 8mila voti della scorsa tornata...sarà già una clamorosa bocciatura per il suo operato. Ad Ottaviano vige una regola: se scendi sotto la performance della precedente elezione…o sei politicamente finito…o ti avvii alla fine. Per fare un esempio, il sindaco Mario Iervolino nel 2004 al primo turno prese 3623 voti. Nel 2009 i voti furono invece 7315, sempre al primo turno.
Quali sono le prospettive che pensi si apriranno dinanzi ai nuovi amministratori di Ottaviano, le responsabilità ed i relativi compiti che li attenderanno all'indomani delle elezioni di giugno 2018?
Il mio personale invito ai candidati di questa tornata può racchiudersi in tre parole: “ascoltate gli ottavianesi”. Quello che molti esponenti della maggioranza hanno dimenticato di fare in questi anni.
Una squadra che si pone in alternativa a quella attuale deve promettere poche cose perché bisogna “essere credibili”. Un programma di 10 punti al massimo, invece dei quasi 100 punti del programma di Capasso del 2013. Bisogna passare dal libro delle cose irrealizzabili a quello delle poche cose ma realizzabili.
Faccio qualche esempio. Nel 2013 è stata nominata una giunta in cui vi erano parenti di consiglieri? Chi si pone come alternativa deve necessariamente proporre una nuova giunta con persone super competenti e preparate e far valere finalmente il criterio meritocratico. L’attuale amministrazione ha tagliato cultura, turismo, lavoro? Chi si pone come alternativa a Capasso potrà, invece, tagliare i costi della politica e salvaguardare cultura, turismo e lavoro; penso ad esempio al Controllo di Gestione che ci costa 35 mila all’anno e può essere accorpato al Nucleo di Valutazione. Ma ci sono tante altre spese che possono essere tagliate. L’attuale amministrazione ha stipulato mutui per asfaltare le strade? Sono certo che la nuova giunta riqualificherà le strade con i fondi europei o regionali. Senza indebitare gli ottavianesi. Ma con quei fondi farà anche tanto altro…opere pubbliche che resteranno alla comunità.
Le prospettive che si apriranno non saranno semplici soprattutto alla luce del bilancio attuale che dovrà essere totalmente cambiato. Ma chi si propone come alternativa a Capasso può contare su un punto fermo: la chiarezza delle idee e di un programma semplice. Il fatto di sapere cosa fare e come farlo. E non posso che riferirmi al mio attuale gruppo di opposizione. Un gruppo che è stato per 5 lunghi anni all’opposizione, guidato dal capogruppo Andrea Nocerino. Che ha maturato una grossa esperienza. Che ha studiato con attenzione delibere e determine. Che ha lavorato duramente nelle commissioni. Che ha fatto una opposizione propositiva e di controllo.
Ebbene questo gruppo ha chiara la visione di come vuole la Ottaviano del prossimo futuro…e proverà a fare in modo che gli ottavianesi tornino ad innamorarsi della propria città e a credere nella politica, che se fatta bene è una cosa bella. Quel che è certo è che bisognerà necessariamente ripartire da dove questa Amministrazione ha tagliato nell’ultimo bilancio: turismo, cultura, lavoro e giovani.
