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Napoli - Juve anche nelle aule giudiziarie: avvocato chiede ricusazione del Giudice di Pace di Marigliano

Scritto da Andrea Amiranda Il . Inserito in Succede a Napoli

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La rivalità tra tifosi napoletani e juventini non risparmia neppure le aule giudiziarie. A Marigliano, infatti, un avvocato ha chiesto la ricusazione del Giudice di Pace perché questi è uno “juventino sfegatato”.

La ricusazione è un istituto processuale consistente nella dichiarazione mediante la quale una parte chiede la sostituzione di un giudice in un determinato processo per non avere quest’ultimo, nel caso in esame, ottemperato al suo dovere di astensione. E infatti l’articolo 52, primo comma, del codice di procedura civile recita: “Nei casi in cui è fatto obbligo al giudice di astenersi, ciascuna delle parti può proporre la ricusazione mediante ricorso contenente i motivi specifici e i mezzi di prova”.

Nel dettaglio, casi di ricusazione ricorrano quando il giudice a) abbia interesse nella causa o in altra causa vertente su una medesima questione di diritto; b) è parente fino al quarto grado, convivente o commensale abituale di una delle parti o di uno dei difensori o lo è il suo coniuge; c) ha una causa pendente o una grave inimicizia o dei rapporti di credito o di debito con una delle parti o uno dei difensori o li ha il suo coniuge; d) ha dato consiglio o prestato patrocinio nella causa o ha deposto in essa come testimone, ne ha conosciuto come magistrato in altro grado del processo o come arbitro, vi ha prestato assistenza come consulente tecnico; e) è tutore, curatore, procuratore, agente o datore di lavoro di una delle parti; f) è amministratore o gerente di un ente, un’associazione, un comitato, una società o uno stabilimento che ha interesse nella causa.

A Marigliano, un avvocato napoletano ha presentato un’istanza in tal senso basandosi proprio sulla “grave inimicizia” (di cui alla lett c)) creatasi tra il suddetto ed un giudice onorario a causa della sua fede calcistica bianconera. «Il Dottore è sfegatato tifoso juventino». Questo quanto si legge nell’istanza depositata dal difensore (tifoso del Napoli). La palla passerà ora alla Corte d’Appello di Napoli, organo al quale è devoluta la competenza in questi casi.

Inutile dire che l’accaduto segnala la capacità delle dinamiche calcistiche di penetrare sempre più nella quotidianità dei tifosi, accompagnandoli finanche nella vita lavorativa. Insomma, la febbre “da terzo scudetto” sembra aver generato l’ennesimo paradosso per una popolazione da sempre suscettibile agli sfottò, soprattutto quando questi provengono dai rivali bianconeri.