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Da stazione di passaggio a punto di arrivo: ecco il vero cambiamento del Napoli

Scritto da Simone Santacroce Il . Inserito in Il Pallonetto

Ancelotti

Siamo stati sempre abituati,da queste parti,a veder passare tanti giocatori che una volta divenuti forti hanno scelto di andare altrove per soldi o per fame di vittorie che qui a Napoli non potevano ottenere. Abbiamo osannato tanti calciatori e dato loro tutto il nostro sostegno,finché proprio coloro che avevamo trattato come figli hanno deciso di voltarci le spalle in cerca di un qualcosa che speravano di poter trovare lontano da questa città. 

Ma ora con l'arrivo di Ancelotti (anche se già da qualche anno l'aria stava cambiando) la storia sembra esser mutata e da semplice stazione di passaggio il club partenopeo sta assumendo tutti i caratteri di un vero e proprio punto di arrivo. Basta pensare già quanti nomi altisonanti stanno venendo accostati al Napoli e quanti procuratori,in maniera neanche troppo velata,stanno offrendo al club azzurro i propri migliori assistiti. Qualcosa di impensabile forse fino a poco fa,eppure adesso la fila si sta creando non per uscire ma bensì per entrare (o restare come nel caso di Mertens e Hamsik) all'interno di questo gruppo che non stentiamo a chiamare famiglia. 
Da questo punto di vista,attendendo poi i risvolti tecnici,il colpo a sorpresa di DeLaurentiis sta già dando i suoi frutti facendo parlare del Napoli molto di più di quanto non si facesse anche fino a qualche settimana fa,quando gli azzurri si stavano giocando ancora lo Scudetto. Tutto ciò mette in risalto la pochezza del sistema italiano che dirotta la propria attenzione li dove ci sono figure di potere e l'attenzione particolare prestata alla Juventus in questi anni ne è la prova. Ma in fondo se ora i riflettori si spostassero un po anche sugli azzurri non sarebbe poi cosi male,anche questo significa crescere nel mondo calcistico attuale. 
L'arrivo di un allenatore del calibro di Ancelotti ha inevitabilmente,dunque,messo il Napoli in una posizione di privilegio che occorrerà sfruttare nel migliore dei modi. Bisognerà iniziare a farsi sentire sul mercato con investimenti degni di questo nome,si dovrà lavorare per finire di colmare quel gap che c'è soprattutto dal punto di vista mentale con la Juve (e in questo Ancelotti sarà fondamentale), ma sopratutto bisognerà provare a cambiare l'atteggiamento con cui andremo ad affrontare la prossima stagione. Mi spiego meglio. Per la squadra,per la società, ma sopratutto per i tifosi, sarà importantissimo provare a vivere la stagione non più con l'atteggiamento tipico di chi non ha nulla da perdere e sfida i più forti cercando un miracolo,ma bensì servirá prendere coscienza di ciò che siamo e di cosa stiamo diventando. Iniziamo a responsabilizzarci e a far capire anche ai nostri avversari che qui si fa sul serio e che siamo un grande club di caratura internazionale e non più una piccola realtà emergente del panorama calcistico italiano. Prima lo capiremo noi e prima anche gli avversari lo avvertiranno e subiranno la stessa pressione che spesso abbiamo visto palesarsi nelle partite contro la Juventus degli ultimi sette anni. Solo così potremo davvero ambire a vincere e a farci notare seriamente anche in ambito europeo. Siamo diventati famosi per il gioco grazie a Sarri,ora diventiamo famosi per le vittorie grazie ad Ancelotti. Questo dovrà essere il nuovo modo di ragionare. 
Questo non vuol dire chiaramente di dover lasciarsi prendere dall'euforia ancor prima di aver ottenuto qualche risultato,ma anzi bisognerà prendere coscienza di noi stessi con razionalità per arrivare ad ottenere quelle vittorie che qui mancano da tanto tempo. Le stesse vittorie che la maggior parte dei tifosi napoletani invoca a gran voce come se fossero qualcosa di dovuto per un club che in 92 anni di storia ha vinto pochissimo. Apprezziamo ciò che abbiamo e impariamo a godercelo. Lasciamo ad altri l'arduo compito di dover vincere ad ogni costo,noi ci arriveremo invece nel modo più naturale possibile. D'altra parte se quel detto che recita "Nulla dura per sempre" è vero, allora neanche la dittatura bianconera potrà durare in eterno e noi li,esattamente in quel momento,dovremo essere bravi a farci trovare più pronti che mai. Allora si che potremo farci prendere dall'euforia e sarà l'euforia più bella di sempre.