Non ti sono arrivati i bollettini Tari? Devi pagare ugualmente

Non ricevi l’avviso o la cartella con i bollettini di conto corrente postale per pagare la Tari, la tassa sulla rimozione dei rifiuti? Pazienza, devi pagare lo stesso facendo i calcoli da solo. Spesso sindaco e giunta si affannano a prorogare la scadenza per il pagamento del balzello sulla spazzatura ma nessuno chiarisce che a il regolamento Tari è stato cambiato.
L’art. 28 stabilisce che se “l’invito di pagamento non è stato recapitato” (ma anche in altri casi) il cittadino contribuente deve provvedere autonomamente, compilando il modello F24 per poi recarsi in posta o in banca a versare il dovuto. Si chiamerebbe “autoliquidazione” ma, in più semplici parole, il Comune di Napoli ha deciso che per pagare la tassa sulla spazzatura i cittadini non hanno scuse se “l’avviso” non è arrivato. Così come si fa per Imu e Tasi, tutti devono armarsi di pazienza e pagare coi i giusti codici tributo. A parere di chi scrive, l’iniziativa non merita critiche “a prescindere”. In moltissimi casi, sono i contribuenti a doversi preoccupare di pagare quanto si deve entro la scadenza di legge. Sul sito istituzionale del Comune partenopeo c’è anche un link dove è possibile calcolare quanto ciascuno deve di Tari. E’ possibile inserire, nel calcolo, anche le pertinenze http://www.riscotel.it/calcolo/tari/napoli/2018/
Sempre sul sito del Comune sono specificate le date di scadenza per il pagamento delle quattro rate della Tari 2018: 30 giugno prima rata o unica soluzione, 30 luglio seconda rata, 16 settembre terza rata e 16 novembre ultima rata.
Altra novità positiva è la volontà di eliminare file interminabili agli sportelli dell’Ufficio Tributi di corso Arnaldo Lucci. Collegandosi, infatti, a https://www.pmm.napoli.it/servizionline/portal sarà possibile fissare un appuntamento per discutere la propria posizione.
Attenzione, quindi: chi è intenzionato a proporre ricorso per evitare il pagamento, non potrà più dire: “Non ho pagato perché non mi è arrivato l’avviso”. Gli avvocati del Comune replicherebbero che, a norma dell’art. 28 del regolamento, si deve pagare nei termini anche se il bollettino non è arrivato. Non ci si spiega, quindi, perché tutti – cittadini e amministratori – parlino continuamente del mancato recapito degli avvisi e della necessità di proroghe. Scartando l’ipotesi che i dirigenti, gli assessori e il sindaco non ricordino la “novità regolamentare” (l’art. 28), si deve avere il coraggio di dichiarare: cari napoletani, non andate all’inseguimento di bollettini inutili, potete fare da soli il calcolo e pagare alle date stabilite. Internet può risolvere tanti problemi. C’è solo da chiedersi come potranno sopravvivere gli analfabeti informatici.
