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Matematica e Musica

Scritto da Nestore Cerani Il . Inserito in Vac 'e Press

math music

Lo sappiamo da sempre che sono intimamente legate, perlomeno fin dagli esperimenti di Pitagora sulla corda vibrante. Ciò che però consente di accostarle è dentro di noi, nel nostro cervello, nel suo essere una macchina biochimica. Mi è venuto spontaneo pensare a questi problemi perché, per puro caso, ho compulsato nello stesso giorno due libri, diversi ma legati all’argomento.

Uno è il libro di Andrea Frova, che insegna fisica generale alla Sapienza di Roma che è anche neurofisiologo ed amante della musica. Il libro si chiama ‘Armonia celeste e dodecafonia’ (BUR 2007).

L’altro è l’originale e dissacrante libretto di un esperto matematico, Paul Lockhart il cui titolo è “Contro l’ora di matematica” (Rizzoli 2010).

Questo piccolo libro sostiene una tesi audace: così come viene insegnata nelle scuole, la matematica ai giovani fa più male che bene.

Lockhart sostiene che la Matematica è la più alta forma di arte che un uomo possa praticare, essa è un puro prodotto intellettuale che richiede fantasia, ispirazione e intuito. Come e più della poesia.. Essa non può essere insegnata che da chi l’ama.

Lockhart chiede al lettore: ‘Ma tu faresti insegnare musica a tuo figlio da uno che non sa suonare nemmeno uno strumento?’

All’inizio del libro l’autore immagina che un musicista, dormendo, abbia un incubo: quello di vivere in un paese in cui l’educazione musicale è obbligatoria. Si sveglia in un bagno di sudore ma si riconforta perché capisce che è stato solo un brutto sogno. Purtroppo, aggiunge l’autore, l’attuale sistema di insegnamento della Matematica corrisponde esattamente a quell’incubo. Gli unici che l’hanno capito sono gli inascoltati alunni che affermano: “Le lezioni di matematica sono stupide e noiose”.

Bisognerebbe invece insegnare per prima cosa che la Matematica è un’arte e che non esiste niente di più radicale, sovversivo e psichedelico. Queste le esatte entusiastiche parole di Lockhart. Che aggiunge: “Per me questo tipo di esperienza matematica va al cuore di ciò che significa essere uomini. Voglio spingermi più in là e affermare che la Matematica, ancor più della narrativa, della pittura e della musica è la forma di arte più tipicamente umana. E’ quello che fa il nostro cervello, ci piaccia o no”.

“Noi siamo macchine biochimiche programmate per riconoscere gli schemi”

Questa affermazione è particolarmente importante perché mi ha fatto pensare ad una affermazione analoga espressa nel libro di Frova sulla sintonia del nostro cervello con gli schemi musicali che ci spingono ad amare la musica classica e che rende difficile comprensione ed apprezzamento per la dodecafonia, la musica atonale e quella seriale. Queste orme musicali, per ammissione del loro stesso iniziatore Schoenberg, richiedono per l’ascolto un adattamento a forme che non sembrano naturali e perciò richiedono all’ascoltatore uno sforzo di comprensione che rende difficile la fruizione ludica della musica. Ciò nonostante la serietà e la profondità della ricerca teoretica e intellettuale che è alla base della nuova musica.

Frova nel capitolo dedicato a ‘Le basi naturali dell’armonia classica’, afferma che la teoria classica dell’armonia riflette proprietà fisiologiche ed anatomiche del sistema neuro –auditivo e dei sistemi cognitivi associati (il nostro essere macchine biochimiche programmate per riconoscere gli schemi di Lockhart).

La base fisico anatomia e neurologica della nostra familiarità con armonia e ritmo che ce li rende immediatamente riconoscibili vale in modo identico in tutte le popolazioni del mondo anche nella primissima infanzia.

L’annotazione è estensibile anche alla nozione di ritmo e di metro (percezione della lunghezza e altezza delle note) che concorrono alla codifica e alla decodifica dei segnali che arrivano al cervello..

Invece i dodecafonici giudicano armonia, melodia, ritmo come puro lenocinio, un impuro ammiccamento per conquistare l’attenzione dell’ascoltatore.

È questa fredda cerebralità che rende difficile l’ascolto della loro musica. La musica classica invece col suo discorso aderente alle esigenze neuronali del riconoscimento degli schemi, riesce a commuovere l’animo dell’ascoltatore.

Per comprendere ciò che vi sto dicendo provate ad ascoltare in successione l’Adagio del Concerto per clarinetto e orchestra di Mozart ed i Cinque pezzi (Funfstuche) opera 5 di Schoenberg. Quale di queste composizioni arriverà al vostro cuore commuovendolo lo scoprirete solo con l’ascolto. Provateci, e capirete la sostanza di questo mio sommario discorso. Non da esperto ma da appassionato ascoltatore.