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La Trattativa di Bruxelles

Scritto da Angela Pascale Il . Inserito in Vac 'e Press

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Vista la foto dei bimbi morti in mare, di fronte a tale strazio non me la sento di unirmi al coro dei dileggi che commentano la performance di Conte. Ciò per molti motivi. Lo sappiamo tutti che un politico non si inventa dall’oggi al domani, anche se Grillo ce lo vuol far credere, e che di fronte a squali scafati l’inesperienza di Conte sarebbe balzata agli occhi. Non mi va che altri capi di governo dileggino il mio presidente del consiglio, per una frase naive.

L’Italia, Paese fondatore dell’UE ha diritto al rispetto anche se, a volte, i suoi rappresentanti non sono all’altezza. C’è un’arte chiamata ‘diplomazia’ che serve appunto a gestire situazioni di questo tipo. Ne consegue che anche la caratura politica degli altri premier lascia a desiderare.

Il risultato della trattativa dà un altro colpo all’edificio dell’Europa. Il problema delle migrazioni ha la sua radice nelle condizioni di degrado e sottosviluppo dell’Africa centrali con Paesi in forte sviluppo demografico e con una popolazione di età media intorno ai 20 anni Pensare di affrontare questa tragedia con 500 miserabili milioni è una beffa quando si danno 3 miliardi e mezzo alla Turchia per bloccare i profughi dal vicino Oriente.

L’Europa deve farsi carico del problema perché le potenze europee con il loro colonialismo secolare sono fra le prime responsabili della tragedia africana. Fenomeno che prosegue in maniera subdola con la rapina delle materie prime di cui l’Africa è ricca. L’estrazione selvaggia fatta da mano d’opera in condizioni di schiavitù porta la ricchezza di quei paesi nei forzieri delle multinazionali.

Queste tragedie si accompagnano spesso a regimi corrotti e dittatoriali che aggravano la situazione. Bisognerebbe lavorare per un vero Piano Marshall che coinvolga l’intera Europa. Ciò consentirebbe di chiedere l’intervento dell’ONU considerato che la tragedia africana ha importanza mondiale. Altro che liti per 1000 immigrati in meno o in più. L’Italia, proprio perché i prima linea, dovrebbe lottare per questi principi. Non so se lo avete notato ma dai paesi in cui la Cina interviene con concrete iniziative economiche e costruzioni di infrastrutture non fugge nessuno.

Per rendere chiara la dinamica del fenomeno migratorio vi prego di guardare la mappa che allego in calce, tratta da LIMES

L’Europa ha tre nemici: Trump, Putin e certi europei.

L’Europa è la sorgente della Civiltà occidentale e ne è la sede privilegiata. Essa è inoltre un mercato moderno e democratico di 540 milioni di abitanti che messi insieme sono la prima potenza economica del mondo. Il sogno di Spinelli, Monet, Schroeder era un’Europa federata con un governo centrale. Questa aspirazione si allontana sempre più perché prevalgono tendenze nazionaliste. A mio parere un grave errore è stato quello di inserire nella UE con superficialità i paesi di Visegrad, cavallo di Troia di Putin. Trump è nemico dell’Europa perché ne teme la potenza concorrenziale e perciò un Europa disarticolata, divisa in Paesi fra loro concorrenti e da demolire ad uno ad uno, farebbe comodo al presidente di America first ed ai monopoli che lo sostengono. L’ostilità di Putin è molto più pericolosa data la contiguità territoriale; Putin ha bisogno di indebolire l’Europa per togliere ostacoli alla sua marcia verso occidente e allargare la sua zona di influenza. Perciò egli interviene direttamente nella vita politica dei paesi Europei. Vedi i finanziamenti a Salvini e, ancora più grave, il deciso intervento nella campagna per la Brexit. Il Times di Londra (che non è Novella 2000) del 30/6 u.s. riportava di avere le prove che il banchiere Arron Banks ha finanziato in maniera massiccia la campagna per la Brexit dopo tre lunghi colloqui con l’ambasciatore russo a Londra.

L’interferenza di Putin in Italia è stata costruita con un ampio sostegno, politico ed economico, alla Lega che appena al governo, ha cominciato a disobbligarsi nominando alla Difesa una signora di formazione putiniana perché ha vissuto a lungo a Mosca dove teneva seminari e corsi all’Università Lomonossov e facendosi paladina della sospensione delle sanzioni alla Russia per il Donbass e la Crimea. Perciò a Bruxelles l’Italia è stata l’unica nazione a chiedere la sospensione.

Terzo nemico: gli europei sovranisti che con grande miopia politica pensano che in un mondo globalizzato con le grandi corporations che agiscono liberamente a tutto campo sullo scenario mondiale, i problemi di un singolo Paese si risolvano rinserrandosi nelle proprie meschine frontiere e non consolidando la potenza dell’Europa con le necessarie cessioni di pezzi di sovranità nazionale.