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Ore 19:45 spari a Forcella. Tre colpi. Un uomo muore

Scritto da Maica Rotondo Il . Inserito in Napoli IN & OUT

Maica

Io ho acceso le luci di Natale. Io non me ne vado. Io resisto.
Voglio che il profumo di casa mia pulita di amore alla cannella e di amicizia speziata arrivi giù.


Attraversi l'umido del palazzo, gli occhi nascosti dietro alle finestre, gli appartamenti pieni di droga che si capisce da fuori alla porta, i posacenere dei boss in riunione, il riso appena cotto del basso portoricano, le sigarette di contrabbando delle bancarelle sorte come funghi, le bestemmie di Rita che a fine mese non ce la fa e quelle di Adelaide la puttana innamorata del professore.Voglio che passi attraverso il grasso dei motorini di Leopoldo il meccanico, la verdura della terra dei fuochi di Sasà, le ruote della pakistana invalida che il burka non se lo toglie, la polvere che cade dai palazzi mescolata a quella che stanno vendendo al tossico della maddalena, voglio che passi sotto il naso delle facce scure che l'altro giorno hanno preso vent'anni, e sulla bocca degli africani vestiti bene, voglio che scivoli sulla divisa blu del poliziotto che non capisce la battuta, e sulle pareti tempestate di foto di napoli del padre di Annalisa. Voglio che arrivi e invada la Giudecca, tra le erbacce dell'aiuola triste che disegna Forcella, davanti alla tripperia con il guanciale grondante senza mai un acquirente , voglio che arrivi proprio lì dove ora c'è carne fresca pronta per il macello e si mescoli con il sangue appena lavato. Niente bossoli a terra, tutti nella sua nuca. Il mio odore non si lava con l'acqua. Il mio odore si può sentire. E pure se non serve a niente questo pomeriggio mantengo la porta aperta e le luci accese. Morbidamente si accendono, si spengono,si riaccendono,si spengono,fliccano,si accendono,si spengono. fliccano. si accendono,si spengono. flic.