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Napoli vede se stessa morire

Scritto da Gabriele Crispo Il . Inserito in Napoli IN & OUT

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Napoli è una città ricca di povertà: è questa l'immagine che superficialmente si fa un turista o un pendolare che esce dal Terminal di Piazza Garibaldi. Clochard, venditori ambulanti, gente che urla: gente che sfruttando la buonafede del turista smaliziato educato dalla città stessa si ritroverà a dire “bella si, ma... mai più”.

Ora lo so che molti di voi avranno già storto il naso “ ecco il tipico e topico atteggiamento critico verso Napoli...beh semplice parlare così!” Io invece credo che l'atteggiamento semplice non sia quello del pendolare o del turista critico , ma quello del napoletano che sconfitto soccombe alla goliardica e paradossale irrealtà napoletana.

Inviterei molti di voi a fare un giro ai binari dimenticati 1,2 e 3, della grande stazione ferroviaria di piazza Garibaldi, quello che potreste vedere vi farebbe tornare a casa cambiati: gente che a tutte le ore dorme per terra, in condizioni imbarazzanti ; signori e signore che urlano,potreste vedere la signora mingherlina senza scarpe che spaesata cammina in quel lungo viale, che dal binario 4 porta a quelli 1, 2 e 3; magari proseguendo lungo il viale inebriati da una prepotente flagranza di urina vi potreste imbattere anche nell'uomo che nascosto all'angolo o si droga o si pratica autoerotismo...

Ma noi turisti o pendolari quali siamo, indifferenti, percorriamo il viale della vergogna e arriviamo finalmente nella parte più chic della stazione, quella che ci fa capire che stiamo in una stazione italiana e non colombiana: da perfetti campani, sopra, dove si vede i lussureggianti prati, sotto dove nessuno vede, i rifiuti!

Ma inviterei il napoletano dabbene, che leggendo e ferito nell'orgoglio mi accusa di faciloneria o di essere pieno di luoghi comuni, di proseguire la sua passeggiata nella Napoli dimenticata, magari nei vicoli limitrofi la stazione o lungo corso Umberto: lo scenario non cambia, anzi viene appesantito dalla maleducazione dei venditori di accendini, calzini, ombrelli che assalgono il povero outsider e lo violentano con la loro scostumatezza...la scena è surreale e imbarazzante!

Nemmeno Mergellina e il lungomare, i bar, i ristoranti vengono risparmiati da questa vergogna e si ritrovano maledetti da elemosinanti parlanti, che li ritengono colpevoli di ignorare la loro sfortuna. E' uno scempio che una delle città più belle d'Italia veda il suo turismo limitato in questo modo a causa di un biglietto che più da visita è da svisita..

Intanto la città si spopola: la popolazione ad ogni censimento annuale perde decine di migliaia di abitanti. Intanto la città è in mano alla piccola e grande criminalità. Intanto i monumenti, i palazzi vengono imbrattati con scritte, mai ripulite! Intanto non è colui che la vede, ma è la stessa Napoli che giorno dopo giorno, muore!

Ci sarebbe bisogno di una rieducazione all'accoglienza del forestiero; ci sarebbe bisogno di centri di accoglienza e riabilitazione per questa gente che merita di vivere e non solo di esistere; ci sarebbe bisogno di amare la propria città e non contribuire alla sua angosciante agonia!