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Renzi ha stravinto

Scritto da Berardo Impegno Il . Inserito in A gamba tesa

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Renzi ha stravinto. In tutto il Paese, anche nel mezzogiorno. E con lui ha vinto il PD.
Non posso che esserne felice. E scusate se ora pecco di superbia, ma è più forte di me. Quando nel lontano 2000 con un piccolo gruppo di “incalliti minoritari” presentammo una mozione al congresso nazionale degli allora Ds, primo firmatario Enrico Morando, fummo a dir poco commiserati. E quale era il contenuto di quella mozione?


Innanzitutto che si erano esaurite le ragioni storiche sia dei popolari che degli ex comunisti; che da soli non saremmo mai stati in grado di raggiungere la maggioranza del paese; che occorreva dare vita ad una, del tutto nuova, formazione politica, DEMOCRATICA e a VOCAZIONE MAGGIORITARIA.
E aggiungevamo che, per ottenere il risultato di un governo di centrosinistra stabile, occorreva che le istituzioni repubblicane andassero profondamente cambiate per adeguarle ad una praticata democrazia dell’alternanza. E, in un partito “comunitarista”, sostenevamo l’ indispensabilità di una leadership personale!
Si, un leader carismatico che incarnasse il nuovo corso. E infine un ribaltamento radicale del rapporto tra iscritti ed elettori, con il primato affidato a cittadini elettori, contro il conservativo partito dei “militanti”. La nascita del Pd con le primarie segnarono l’atto fondativo essenziale e simbolico di questo ribaltamento. Veltroni fu il primo leader che si impossessò convintamente di questa impostazione e rese possibile la “prima nascita” del Pd.
Sul Corriere della sera di ieri, giustamente, rivendica a sé tutta la cultura politica che precede la forza dirompente della vittoria di Renzi. Aggiunge che gli è mancata la “cattiveria”. Io direi che purtroppo gli è mancata la “novità”. Renzi è il “del tutto nuovo” di cui il centrosinistra italiano aveva assolutamente bisogno.
Resta il fatto che senza Morando e Veltroni, Renzi non sarebbe stato possibile. E, riflettiamo, non solo dal punto di vista della cultura politica, cosa assolutamente evidente, ma soprattutto per le dinamiche reali. Senza l’istituto obbligatorio delle primarie Renzi ,pur sconfitto la prima volta, non avrebbe mai potuto scalare il vertice del partito neanche dopo la sonora sconfitta dell’anno scorso.
I cittadini elettori di centrosinistra sono di gran lunga più avanti dei cosiddetti “membri della comunità dei militanti”. E’ così.
Si rassegnino i nudi e puri. Anzi il compito organizzativo più importante è ora quello di accorciare fin quasi ad annullarla la distanza tra iscritti, “popolo delle primarie” e cittadini elettori. Per far questo proporrei di avere il giorno o i giorni del tesseramento, in cui tutti, ma dico proprio tutti, possano andare ad iscriversi ai gazebo, senza NESSUN filtro dei capibastone, padroni delle “vecchie tessere”. E con il costo della tessera di poco superiore ai due euro che si sono pagati per le primarie. Propongo quattro euro.
Il perché è facile da intuire: nello stesso giorno, alla stessa ora, nello stesso luogo, nei comuni dove si è votato, i cittadini hanno votato Pd alle europee, e hanno, in maggioranza, “mazziato “ il Pd alle comunali. Una lezione che ci deve insegnare che il Pd, quello vero, ora deve nascere.
E ai miei compagni di un tempo con amorevole rimprovero dico: non pensate sbagliando che è (quasi) tornata la Dc. Perché è una clamorosa “cazzata”. E’ invece per la prima volta nel nostro paese che riusciamo a far vincere una sinistra moderna. Essa conquista la maggioranza del Paese, come seppe fare Tony Blair col new labour in Inghilterra e come fece Schroder in Germania col new mit.

Ora possiamo guardare avanti con fiducia.