Gli ultrà e la ripresa del campionato

Novanta giorni senza campionato, seppur intervallati dalla parentesi disastrosa del Mondiale brasiliano, hanno rappresentato per i tifosi di calcio una lunga e noiosa partita da guardare, in attesa della ripresa alle normali attività domenicali ed infrasettimanali. Mogli, fidanzate, suocere, figlie e chi più ne ha più ne metta, da giugno a fine agosto hanno occupato il tempo e lo spazio dei più sfegatati sostenitori, con viaggi, cene, pulizie di casa, cinema, teatro, passeggiate e chiacchierate in divano, davanti ad una tv spenta, in segno di lutto, per la fine del campionato.
Tanti bei propositi in questi giorni, intervallati dal calciomercato, dall’elezione polemica del nuovo presidente FIGC, Carlo Tavecchio, fino al fallimentare esordio azzurro ai preliminari di Champions League, dove l’orgoglio basco dà una severa lezione ad un’eredità borbonica persa nei vicoli di una città troppo assopita. Il campionato, però, è un’altra cosa.
Eppure, nemmeno il tempo di fischiare l'inizio del primo match della serie A 2014-2015 che si manifestano le prime risposte ultras all’abrogazione della legge sulla discriminazione territoriale, in vigore lo scorso anno.
Ecco, così, i primi cori beceri nei confronti dei napoletani da parte dei tifosi bianconeri, presenti al Bentegodi di Verona; al momento dell'ingresso in campo delle due squadre, si è sentito, chiaramente, levarsi il coro "Vesuvio lavali col fuoco", dal settore occupato dai supporters juventini. Se il buongiorno si vede dal mattino...E non finisce qui!!! Uno striscione davvero sgradevole ha rovinato, sabato sera, la festa dei tifosi della Roma. 'De Santis santo subito', con la 'o' a forma di croce celtica, recitava una scritta su un muro adiacente allo stadio Olimpico, riferisce il quotidiano La Repubblica; il riferimento è a Daniele De Santis, l'ultrà giallorosso accusato di aver sparato al napoletano Ciro Esposito.
Fortunatamente, a stemperare la tensione ci ha pensato Antonella Leardi, madre di Ciro Esposito, che durante la trasmissione 'Tiki Taka', andata in onda lunedi 1°settembre su Italia 1, ha rivelato: “Due esponenti del tifo organizzato della Roma hanno avuto il coraggio di venire a Scampia, nel giorno dei funerali di mio figlio, dove non è successo nulla a nessuno. Sono stati accompagnati a casa mia: erano tremanti e piangenti, mi hanno chiesto scusa per ciò che era accaduto, e che se ne dissociavano. In seguito si sono recati anche al cimitero per rendere omaggio a Ciro. Mi chiesero di non rendere pubblico quest'incontro, ma, visto che lo hanno fatto loro lo posso confermare”.
Il calcio giocato fortunatamente regala una vittoria ottenuta con spirito di abnegazione ed unità d’intenti sul fotofinish. De Guzmàn scaccia i fantasmi di Bilbao e regala i tre punti al Napoli ed una felicità ai suoi tifosi, fatta di botti urla di gioia ed abbracci che si propagano nell’ultima notte d’agosto di questa strana estate.
A tenere banco resta, comunque, un mercato lento ed al risparmio che, per la maggioranza dei tifosi e degli addetti ai lavori è il vero colpevole del disastro europeo partenopeo. I tifosi si interrogano sul perché di tante occasioni perse, Fellaini e Skrtel su tutti, su uno stadio, il San Paolo, che rispetto al San Mamès, fa la figura di Biancaneve dopo mezzanotte, ed, infine, la mancanza di quell’identità che negli anni di Maradona, come racconta Ciro Ferrara, ai microfoni di Sky, era rappresentata da 13-15 elementi campani in rosa, a fronte del solo Lorenzo Insigne.
A spiegare la mancanza di investimenti può esser utile riportare alcune dichiarazioni del giornalista, de Il Sole 24 Ore, Marco Bellinazzo, ai microfoni di Sky: "Il Napoli non ha investito? Il problema è legato agli stipendi. Il monte ingaggi assorbe circa 100 milioni su un bilancio di 120 milioni. Mancano, infatti, i 30 della Champions. Il Napoli ha speso, sostanzialmente, quanto ha incassato. Un mercato un pò deludente, figlio dell'equilibrio finanziario".
I tifosi, nel frattempo, causa pausa nazionali, aspettano speranzosi una stagione fatta di successi ed in cui si torni a parlare di una squadra ed una città in modo positivo, in cui sia bello vivere e tifare senza violenza.
