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Linea di Confine

Temi delicati, eticamente sensibili, trattati con attenzione.

Una linea di confine difficile da tracciare, ma doverosa da chiarire: eutanasia, testamento biologico e dintorni.

Femmena...tu si na malafemmena!

Scritto da Giulia Colaci Il . Inserito in Linea di Confine

Nel mezzogiorno d’Italia c’è una terra soleggiata, musa di artisti e cornice d’amori. Un mandolino suona rintocchi armoniosi, un cuoco fantasioso onora la sua ghiotta creazione con un nome reale. Scugnizzi ridacchiano burlandosi del goffo pulcinella, mentre su uno scoglio poco distante, una sirena muore per amore. Campania mia, sei stata la culla di tanto orgoglio, con ardore ho difeso la tua storia di  poesia e tradizione, ma ora una brutta cicatrice corrode cotanta fierezza. 15 femminicidi solo nel 2012, hanno assegnato alla regione il triste primato nazionale; 9 di questi omicidi sono avvenuti a Napoli; seguono Milano e Torino che contano rispettivamente 8 e 7 vittime.

La Vandea?

Scritto da Mario Bianchi Il . Inserito in Linea di Confine

Il 26 maggio mentre al festival di Cannes viene premiato “La Vie d’Adèle”, una storia di amore e di passione erotica tra due donne, a Parigi 150 mila persone secondo la polizia, un milione per gli organizzatori (a contar le persone anche in Francia non scherzano), si danno appuntamento all’ Esplanade des Invalides per manifestare contro la legge sul matrimonio gay.
E’ la Vandea, la Francia restauratrice, la Francia profonda, che si è data appuntamento nella piazza simbolo della Grandeur francese. Spiegazione facile, ricorda le frasi scritte nei baci perugina.

After-birth abortion: why should the baby live?

Scritto da Mario Bianchi Il . Inserito in Linea di Confine

All’inizio del 2012 la rivista di bioetica on line inglese “The Journal of medical ethics” ha pubblicato il contributo di due studiosi italiani, Francesca Minerva e Alberto Giubilini, dal titolo: “After-birth abortation: why should the baby live?” (Aborto post-natale: perché il bambino dovrebbe vivere?)
L’era di internet fa brutti scherzi, l’articolo non resta nel chiuso degli ambienti degli specialisti, ma gira nella rete. Il primo marzo 2012 ne parla Rita Guma nel suo blog su “Il Fatto quotidiano”. Le reazioni sono subito forti e nette: “Permettetemi di commentare intanto che è davvero sconvolgente che questi cervelli italiani all’estero abbiano prodotto simili elevate conclusioni. Francamente mi fa piacere non siano rimasti in Italia, cosicché il nostro Paese abbia potuto privarsi dell’onore di aver dato origine a tale scioccante teoria”.