Il politicamente scorretto di De Luca

image_pdfimage_print

© Fonte: Profilo Facebook di Vincenzo De Luca (@vincenzodeluca)

Il politicamente scorretto di De Luca

Il mondo comune dell’informazione e dell’opinione si sono intestarditi in tutti i recenti tempi, arappresentare la sinistra come il campo delle “anime belle”. Dirigenti espressione delle “Ztl” delle grandi città e perciò incapaci di essere in sintonia con gli ultimi, le periferie e gli umori plebei delle masse popolari delle città e delle campagne, e soprattutto dei mezzogiorni del nostro paese.
Tutti, alquanto nostalgici del Grillo del “Vaffa” e di un neoborbonico Pino Aprile, dolenti, commentavano la mancanza di empatia dei piddini, anemici nel linguaggio e prudentissimi nelle idee, tutte perfettamente corrette.
Ebbene tutti costoro dovrebbero oggi essere finalmente accontentati dalla conquista nazionale della scena da parte di Vincenzo De Luca, che del politically correct se ne fa un baffo.
Se per essere ascoltati nel tempo della politica spettacolo bisogna ricorrere alle espressioni forti, De Luca non si tira indietro e usa tutta la retorica a disposizione per curvarla in funzione delle sue idee.
E veniamo alle sue idee, che poi sono le nostre, dell’opposizione di centro sinistra nel suo insieme. Il Sud è da tempo penalizzato nelle scelte dei governi nazionali, il riparto delle risorse, stabilito secondo il criterio della spesa storica, destina il mezzogiorno a una permanente condizione di svantaggio. La possibile approvazione dell’autonomia differenziata aggraverebbe irreversibilmente l’attuale condizione. Che fare? Assistere passivamente con l’eccezione di qualche lodevole, ma ininfluente manifestazione, alla deriva antimeridionalista; o invece mettere in campo tutto il potenziale, istituzionale e popolare possibile per ostacolare il disegno governativo contro il Sud? De Luca ha scelto questa seconda strada e noi con lui.
E se per farsi sentire bisogna gridare qualche improperio, non scandalizzatevi Signori della corte!
IL Mezzogiorno, in questi 50 anni di storia regionale, non è mai riuscito a presentarsi con un’azione concordata veramente unitaria. Mai con una sola voce. Anche se in verità un tentativo ci fu alcuni anni fa. Lo fece Bassolino con il Manifesto di Eboli. Un testo che andrebbe ripreso e studiato anche oggi poiché del tutto attuale. Purtroppo, quella intuizione non ebbe seguito.
E sbaglia del tutto chi legge l’iniziativa di De Luca in opposizione alla Schlein. I due, fatto salvo lo stile, si muovono nella stessa direzione. Ed è un bene che sia così.

Berardo Impegno