IL DISASTRO CASE POPOLARI

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IL DISASTRO CASE POPOLARI

Nel nostro Paese i dati sulla casa sono impietosi. In assenza di una politica organica e nazionale sulla casa, con il passare infruttuoso del tempo, siamo diventati sempre più la Nazione della rendita e sempre meno quella delle case popolari.In Europa, infatti, siamo il fanalino di coda per offerta di alloggi pubblici a basso costo con il 4% a fronte di una media europea di circa il 30%.
In Italia ci sono circa 650.000 persone che hanno fatto domanda e hanno i requisiti (quindi “povere”) per l’accesso a una casa popolare e il 68% degli studenti vive con i genitori a fronte di una media europea del 34%. Un disastro.
Ormai sono decenni che prevale la malsana idea, a destra ma purtroppo anche in una parte della sinistra, che essendo l’Italia il Paese con il maggior numero di proprietari di alloggi privati non c’è necessità di costruirne altri. Malsana perché c’è chi ne possiede più di 2 e chi 0 e di solito chi non possiede un alloggio ha anche grandi difficolta di accesso alla locazione privata. Basti pensare che dagli anni 80 ad oggi il patrimonio di edilizia residenziale pubblica si è ridotto nel nostro Paese del 90%.
Insomma se sei un uomo o una donna senza protezione familiare e vuoi avere un figlio ti serve una casa che non costi il 50% del tuo reddito, vale lo stesso se ti vuoi sposare oppure separare per citare solo alcuni esempi. Un Paese che non offre le basilari opportunità invecchia, crolla demograficamente ed è immobile socialmente. Ciò che purtroppo sta accadendo in Italia grazie anche a decenni di assenza di una vera politica pubblica sulla casa. Questa assenza rischia di incrementare, non contrastare, il fenomeno deplorevole delle occupazioni abusive. Fenomeno che sopratutto al Sud sta assumendo dimensioni enormi e che va affrontato sia attraverso norme più efficaci per consentire gli sgomberi, sia con l’aumento dell’offerta di alloggi pubblici a basso costo. Per proteggere proprio chi ne ha diritto e per contrastare i prepotenti e i criminali.
In questi anni mi sono persuaso, infatti, della necessita di realizzare in Italia 300.000 nuovi alloggi pubblici, limitando al massimo l’utilizzo di suolo pubblico avvalendosi di aree dismesse ed edifici pubblici abbandonati, per dare una risposta alle migliaia di persone che non riescono ad accedere all’offerta privata.
Nel frattempo però, per arrivare alla cronaca di questi giorni, il Governo Meloni ha previsto nella legge di bilancio per le manutenzione, ristrutturazione e realizzazione delle case popolari zero risorse nel 2024, zero risorse nel 2025, zero risorse nel 2026, 50 milioni nel 2027 e 50 milioni nel 2028. Circa 1 euro per alloggio a partire dal 2027, praticamente nulla.