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Salotto Tolino, il ritorno di una tradizione tutta napoletana

Scritto da Alessandra Mugnolo e Mariagrazia Manna Il . Inserito in Port'Alba

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Il sipario del Salotto Tolino si apre tra le scale. Inizia con l’odore del ragù misto a quello di caffè della domenica mattina negli androni dei palazzi napoletani; quell’odore e quel vociare capace di rallegrare il cuore confermandoti che è domenica, si.

Ed è sicuramente questa la prima e più profonda bellezza di questa tradizione tutta nostra: il tepore domestico. Sembrerebbe infatti un normalissimo caffè a casa dei sig. Marino, che sorridenti e gioviali ci accolgono alla porta se non fosse che entrati nel salone Rosario Ruggiero ci avvisa che è già ora di iniziare. Lui il conduttore di questa mattinata dedicata a Edoardo De Biase, scomparso un mese fa.

Il primo a prendere la parola è Federico Tolino, figlio di quel Salvatore, poeta, narratore e mecenate, fondatore di questo cenacolo. Recita una meravigliosa poesia del padre “Rusin a pazz”. <<Edoardo De Biase mi diceva sempre “mi raccomando vai piano quando leggi”, come sono andato?>>. E così si congeda Federico, con un brevissimo aneddoto che ci fa percepire chiaramente il clima amichevole e conviviale e insieme profondamente impregnato della lezione dei grandi maestri della poesia napoletana .

Ad alternarsi dopo di lui personaggi come Nora Palladino, definita da Fasciglione “la sirena dell’Arenella” per la bellezza della sua voce, il poliedrico ingegnere e attore Franco Gargia, Tullio Del Matto, attore di casa sul palco del San Carlo, e tanti altri che ci dilettano con aneddoti, poesie e canzoni.

Un viaggio di poco più di un’ora nella Napoli che fu, seduti tra amici in un salone della Napoli che è.
Un inestimabile patrimonio artistico e umano che mai si potrebbe chiaramente comprendere e conoscere senza esperirlo nelle strette di mano a questi aedi dei giorni nostri, che hanno insieme il sapore della lezione e del ricordo.

Una tradizione, quella della domenica al Salotto Tolino, che non si ripeteva da mesi, ma che ha già fissato il prossimo appuntamento per l’ultima domenica di Gennaio. Federico Tolino, infatti, ha chiaramente espresso il desiderio che il cenacolo del padre sopravviva al suo fondatore, e visto il riscontro della riapertura non ci sono dubbi che questo sia possibile e anzi fortemente auspicabile.