Sanità e disillusione: le priorità dei campani verso le Regionali, tra eredità e discontinuità post De Luca

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A quattro mesi dalle elezioni regionali in Campania, la sanità si conferma la preoccupazione più urgente per i cittadini. Lo rivela l’ultima indagine condotta dall’Istituto Piepoli, che fotografa un elettorato sempre più distante dalla politica e disilluso dalle promesse mancate. Secondo il sondaggio, il 38% dei campani individua nel sistema sanitario il nodo più critico da affrontare, superando anche il tema storico della disoccupazione, fermo al 20%.

Un dato che non può essere ignorato da chi si candida a raccogliere – o a rompere – l’eredità di Vincenzo De Luca. Dopo due mandati alla guida della Regione, il presidente uscente mantiene un buon livello di gradimento (43%), sebbene non maggioritario. Un giudizio che riflette anche la percezione negativa sulla qualità della vita: il 45% degli intervistati afferma che è peggiorata negli ultimi anni.

Astensionismo in crescita: metà dei campani verso il non voto
All’ombra di questi numeri si staglia un altro segnale d’allarme: l’astensionismo. La partecipazione al voto, stando alle stime di Piepoli, potrebbe oscillare tra il 46% e il 50%, in netto calo rispetto al 55,52% delle scorse regionali. Un campano su due, dunque, ha già dichiarato la propria intenzione di disertare le urne, complice una crescente sfiducia nei confronti della politica.

Il campo largo guarda a Fico, il centro-destra tra nomi politici e sorprese civiche
Sul fronte delle candidature, il campo largo sembra avere già un favorito netto: Roberto Fico, ex presidente della Camera e volto autorevole del Movimento 5 Stelle, raccoglie il 56% delle preferenze interne. Nettamente distaccati Sergio Costa (20%) e Lucia Fortini (18%), a testimonianza di una leadership ormai consolidata.

Più articolato lo scenario nel centro-destra, dove coesistono nomi politici di peso e figure tecniche con forte appeal civico. Mara Carfagna (59%) e Matteo Piantedosi (55%) sono i più noti tra i candidati della coalizione, mentre Edmondo Cirielli si ferma al 31%. Tuttavia, non è solo la notorietà a pesare.

Il sondaggio mette infatti in luce un elemento trasversale e sempre più decisivo: il fattore civico, unito alla competenza, rappresenta un asset chiave per attrarre la fiducia dell’elettorato. Guido Trombetti, ex rettore della Federico II, e Giosy Romano, commissario della ZES Unica, raccolgono rispettivamente il 42% e il 41% di fiducia, superando persino alcuni candidati più noti del centro-destra. Tra questi, il leghista Gianpiero Zinzi ottiene il 37%.

Chi ha più chance? I dati sulla propensione al voto
Infine, guardando alla propensione al voto tra i rispondenti, Piantedosi risulta il candidato più competitivo nel centro-destra con il 28%, seguito da Carfagna al 26% e dallo stesso Trombetti al 12%. Numeri che confermano come la sfida campana non sarà soltanto tra partiti, ma tra modelli: quello dell’appartenenza e quello del civismo competente.

In uno scenario segnato da sfiducia, astensionismo e domande urgenti sulla sanità e sulla qualità della vita, la prossima campagna elettorale sarà per i candidati un banco di prova cruciale. Più che slogan, serviranno proposte credibili. E, soprattutto, la capacità di riconnettersi con un elettorato sempre più distante.