Gli Art Days Campania scelgono di nuovo ExtrArtis: doppia presentazione del progetto, dal catologo Burning Borders all’inaugurazione della mostra Melting South

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Comunicato stampa

 

Il progetto ExtrArtis si riconferma una pietra miliare dell’arte contemporanea della Regione Campania. A valle del grande successo internazionale di questa estate, ExtrArtis si pone tra i protagonisti degli Art Days Campania, primo grande evento diffuso su scala regionale per la diffusione della cultura e dell’arte.

In questa occasione, ExtrArtis illumina la scena con un doppio evento: la presentazione del primo catalogo della collezione intitolato “Burning Borders” e l’inaugurazione della mostra “Melting South”, personale di Giulia Mangoni, artista selezionata durante l’ultima edizione del 2025. Gli eventi si terranno il 7 Dicembre 2025 alle ore 18:00 presso l’atrio di Palazzo Filangieri, nella storica sede comunale di Vico Equense.

Francesca Ciampa, fondatrice del progetto e autrice del catalogo dichiara che “la Collezione ExtrArtis nasce come risultato tangibile delle Residenze d’Artista che, dal 2020, hanno trasformato luoghi del Grand Tour in laboratori di sperimentazione e rigenerazione culturale.

La Collezione accoglie 24 artisti internazionali provenienti da tutto il mondo, testimonianza di un percorso in cui arte, territorio e patrimonio si intrecciano in una nuova ecologia della creazione. Le 134 opere della Collezione ExtrArtis rappresentano un atto di fusione e ribellione in cui le identità si fondono, le visioni collidono, le geografie bruciano. La Collezione non archivia, ma accende l’energia generativa dell’arte presentandosi come un catalogo-manifesto che trasforma il disordine in bellezza e l’arte in materia viva. Le opere sono la narrazione fisica della restituzione di oltre quattro edizioni di Residenza d’Artista e dei processi di trasformazione che ne sono derivati. La pittura, la scultura, la materia e la parola diventano strumenti di rigenerazione dell’ambiente costruito e dei paesaggi interiori. Ogni lavoro restituisce un frammento del dialogo tra artisti e luoghi, tra rovine e futuro, tra identità locali e immaginari globali.

La collezione si configura come un archivio vivente del contemporaneo, in cui la pratica artistica assume il valore di azione territoriale e di gesto sociale. Le opere nate nelle residenze raccontano architetture abitate, visioni del Mediterraneo, mitologie reinventate e nuove geografie emotive. Dalla materia organica alla resina, dal colore alla fibra, dal suono al segno, ogni intervento diventa un atto di cura e di conoscenza. Attraverso questo processo di contaminazione artistica, ExtrArtis costruisce ponti tra comunità e patrimonio, stimolando una riflessione sulla sostenibilità culturale e ambientale. Le opere della Collezione dialogano con l’architettura e con la memoria dei luoghi, generando una poetica della continuità: una rigenerazione circolare in cui l’arte diventa motore di rinascita. La restituzione delle residenze e la creazione della Collezione ExtrArtis rappresentano dunque un modello di innovazione culturale, in cui il valore estetico si fonde con quello etico e territoriale. In ogni opera si manifesta la volontà di ridefinire il rapporto tra uomo e paesaggio, tra tempo e materia, tra conservazione e trasformazione — restituendo al patrimonio il suo ruolo di spazio vivo, creativo e condiviso.

A seguire, sulla mostra dichiara “MELTING SOUTH è la mostra personale di Giulia Mangoni dedicata alla città di Vico Equense. Il percorso espositivo mette in relazione due sud geografici e simbolici — il Sud Italia e il Sud America, luogo delle sue radici familiari — per costruire una riflessione visiva sulla permeabilità delle identità e sulla forza trasformativa dei paesaggi meridiani.

La mostra si configura come un dispositivo di attraversamento culturale: un luogo in cui terre lontane entrano in risonanza, si sovrappongono, si sciolgono l’una nell’altra, generando un ecosistema pittorico nuovo. Memorie geologiche del Mediterraneo e mitologie tropicali sudamericane coesistono senza gerarchie, componendo un Sud espanso, non più confinato entro coordinate geografiche, ma inteso come condizione emotiva, percettiva e immaginaria.”