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Il PD stia lontano dal sindaco che crede di essere nel 1968

Scritto da Umberto De Gregorio Il . Inserito in A gamba tesa

De Gregorioeditoriale

Il PD è un partito con una forte dialettica interna aperta. Talvolta anche troppo forte e troppo aperta. Sul rapporto con la giunta de Magistris, dopo aver tentato invano di condividere un programma con il Sindaco - che pure aveva costruito la sua vittoria elettorale con furore ideologico e populista contro la vecchia amministrazione targata PD - l’assemblea provinciale di Portici, oltre un anno fa, deliberò che il PD doveva essere all’opposizione della giunta de Magistris.


Questa posizione, nei fatti, in Consiglio Comunale veniva poi spesso disattesa. E molti autorevoli esponenti del PD manifestavano disagio ad essere posizionati contro un sindaco di sinistra. I giornali, negli ultimi mesi, hanno spesso evidenziato un presunto flirt tra arancioni e rottamatori renziani: talvolta fondato sul nulla, tal altra su strategie di corto respiro ma comunque da alcuni giudicate interessanti. Il Sindaco di Napoli non ha mai peraltro perso occasione per ribadire che la porta del palazzo per il PD era aperta. Ma mentre affermava che guardava con attenzione il nuovo corso riformista renziano del PD contestualmente affermava che lui (il Sindaco arancione) aveva cacciato dal palazzo la camorra. Insomma, con una mano ti tira e con l’altra ti allontana. Come si può fare un accordo con un Sindaco che sostiene che il PD a palazzo San Giacomo prima del suo arrivo era connivente con la camorra, considerato che di quel PD molti esponenti sono ancora nel partito e molti sono addirittura renziani ? Insomma, un Sindaco rivoluzionario che vuole un accordo con un partito riformista forse dovrebbe moderare un pochino i toni se davvero a quell’accordo ci tiene. Sarà che la strategia del Sindaco non si comprende o forse sarà che la strategia del Sindaco è dettata dal suo DNA, la bandana ritorna negli ultimi giorni prepotentemente sulla fronte di De Magistris ed il flirt tra arancioni e rottamatori, se mai è esistito, inevitabilmente tramonta. E cosi sul caos del teatro San Carlo, tutto il PD si ricompatta nel giudicare negativamente la posizione del Sindaco. Ed il suo ultimo post “potentati plutocratici, apparati tecnocratici e cricche vogliono incatenare il Paese mentre si ha voglia di spezzare catene, volare e sognare” taglia la testa al toro. Che accordo si potrebbe mai avere con un politico che crede di essere nel 1968? Il PD è facilitato nel suo compito. Il Sindaco è sempre più isolato politicamente e lontano dalla sensibilità dei napoletani. Se qualcuno pensa ancora che il PD abbia il dovere di aiutarlo, dovrebbe spiegare per bene ai cittadini come e perché quest’aiuto all’amministrazione si tradurrebbe in maggior benessere per i cittadini. La convinzione diffusa nel PD napoletano sembra oggi essere che occorra stare lontani da Palazzo San Giacomo per i prossimi due anni, per costruire un progetto autonomo e serio per la città ed individuare una buona squadra in grado di realizzarlo.