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14 dicembre 2014: una data potrà sostituire la politica?

Scritto da Riccardo Barone e Donato Lettieri Il . Inserito in A gamba tesa

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Lunedì scorso la direzione regionale del PD Campania ha approvato il regolamento per le primarie utili a decidere il candidato del PD (o del centrosinistra) alla carica di Presidente della Regione Campania e la data in cui le primarie si svolgeranno. Il dato è sicuramente positivo.

Questa decisione, tuttavia, arriva dopo tanto rumore e con l’aiuto del PD romano che ha “spedito” a Napoli il vicesegretario nazionale, Lorenzo Guerini, ma vediamo di capire cosa significa questa decisione e quali punti restano irrisolti.

Il PD Campania, dopo una vivace discussione che si è imbattuta in curiosi punti di vista, ha riaffermato il valore delle primarie evitando di interrompere la costruzione del PD aperto e fondato sugli elettori, che si sta consolidando a livello nazionale. Tuttavia un tema resta a oggi irrisolto: le primarie per essere appetibili hanno bisogno di competitors (tra cui si spera che vi sia un leader) che propongano un‘idea chiara di rilancio della Regione Campania.

I competitor dovranno avere la tessera del PD? È necessaria una coalizione larga tendente a destra o programma PD da condividere con chi ci segue? La direzione, nonostante il 41% indichi la strada de percorrere, non affronta questi nodi. Tra chi rivendicava rinvii della primarie – in attesa non si sa di cosa o di chi! tra chi, contraddicendo sé stesso, si dichiarava favorevole alle primarie… ma non in Campania! (in cosa siamo diversi rispetto al resto del Mezzogiorno?) - è emersa una forte difficoltà, dei pezzi più vari del PD, ad ammettere che i voti non si prendono aggregando il maggior numero di partiti e liste, ma offrendo agli elettori un programma chiaro ed idoneo alle aspettative interpretato da un leader legittimato dalle primarie. 

Certo ci rendiamo conto che è più facile intavolare trattative politiche con questo o quel gruppo politico, piuttosto che dire ai cittadini della Campania cosa il PD - forza di governo nazionale – intende fare per portare la Regione fuori da una crisi economica, sociale ed ambientale.

A margine di questo ragionamento ci permettiamo di ricordare che le elezioni del 2014 (dalle elezioni europee alle amministrative di Reggio Calabria) mostrano che gli elettori non sono più in dote a nessuno, ma sanno cambiare il proprio voto in base all’offerta politica (ai 5S reggini dite che è tutto colpa della #Kasta e non infierite). Unico requisito richiesto dagli elettori è la chiarezza e la serietà della proposta politica e dei suoi interpreti.

In questo contesto ci si chiede: qual è il candidato giusto per battere Stefano Caldoro?

In un partito normale, che ormai da “tempo” si prepara al governo con nitide posizioni anche sulla stampa locale (?), qualsiasi iscritto, dirigente, elettore sarebbe in grado di battere un Presidente che ha smantellato il sistema sanitario e dei trasporti della nostra regione, ma il PD campano invece di ascoltare la richiesta di cambiamento, sembra essere ancora, con la testa, nel 2010 e nel 2011 non offrendo alternative alle, pur legittime, candidature dell’ex delfino di Antonio Bassolino e dello stesso candidato delle ultime regionali, è possibile che le meravigliose e condivisibili idee della “Fonderia” si siano fuse senza un loro interprete?

Il 2015 è alle porte e il 14 dicembre ci saranno le primarie, coraggio ragazzi c’è posto anche per voi!