Continuano le disavventure di Città della Scienza: i “perché” e i “come” dell’occupazione

Scritto da Claudia Coppola Il . Inserito in Succede a Napoli

occupata

Le disavventure di Città della Scienza continuano. Da due settimane a questa parte, passando per via Coroglio, fa tristezza vedere la storica struttura di nuovo chiusa e sofferente: i cancelli sbarrati, i cartelli e gli striscioni parlano da soli: “Città della Scienza occupata” chiede a gran voce “verità” e “stipendi” per i suoi lavoratori.

Sono stati proprio gli impiegati della struttura ad indire lo sciopero, viste le condizioni sempre più difficili in cui si trovano ad operare: dopo una lunga serie di tagli al personale e decurtazioni agli stipendi, da quattro mesi circa cento, fra loro, non percepiscono più alcuna busta paga.

L’incertezza sul futuro proprio e su quello della struttura, la mancata retribuzione ed i licenziamenti, arrivati magari dopo anni dedicati con passione a far crescere quello che è oggi uno dei poli di divulgazione scientifica più all’avanguardia d’Europa, hanno portato i lavoratori della struttura al limite della sopportazione.

In un clima così teso, i problemi principali restano quelli finanziari. Si stima che la Fondazione Idis, cui fa capo Città della Scienza, registri attualmente crediti per 10 milioni di Euro, ma debiti per 23: complessivamente dunque risulta esserci uno squilibrio di 13 milioni che, valutato assieme ai bilanci in rosso degli ultimi due anni, rendono la situazione economica della struttura molto complessa e delicata.

Visto lo straordinario successo degli eventi recentemente organizzati da Città della Scienza (basti pensare alla mostra “Corporea”, per cui in tre mesi sono stati venduti più di 200,000 biglietti), i lavoratori della struttura non si capacitano di come sia possibile un tale disastro finanziario.

Le domande e i dubbi dei lavoratori sono rimasti tuttavia insoddisfatti, viste le difficoltà riscontrate nell’ instaurare un dialogo proficuo con i dirigenti ed i soci del cda di Idis, troppo impegnati in schermaglie legali e beghe intestine.

È stato proprio il rifiuto, da parte del socio istituzionale Regione, di partecipare ad un’assemblea importante e potenzialmente risolutiva, ad innescare la scintilla dell’occupazione, che ha portato, nei primi giorni, a rallentamenti del traffico, alla cancellazione della visita del Ministro Fedeli per la ”tregiorni di scuola” e anche ad un episodio violento: l’automobile dell’Avv. Liguori, uno dei soci della Fondazione Idis, è stata sfasciata con un bidoncino dei rifiuti.

Negli ultimi giorni le acque sembrano essersi un po’ calmate, ma il clima resta teso e l’occupazione continuerà, almeno finché la Regione non accetterà un incontro con i dipendenti.

Al di là delle tarantelle burocratiche, delle difficoltà economiche e delle (giuste) rivendicazioni sindacali che stanno coinvolgendo Città della Scienza, ciò che forse più fa male di questa vicenda è il fatto che, ancora una volta, ad essere colpito sia un luogo della cultura, simbolo di modernità e centro di divulgazione scientifica, quello che era e si spera continuerà ad essere un punto di riferimento e motivo di orgoglio della nostra città.

Speriamo che anche questa volta l’orgoglio, la volontà di riscatto, la passione delle persone che lottano per un progetto in cui credono, riescano ad avere la meglio su tutto il resto.

Così Città della Scienza, come araba fenice, risorgerà ancora dalle sue ceneri.

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