fbpx

Cartelle Equitalia comunali diventano zombie oppure Condono al buio per i comuni

Scritto da Giuseppe Pedersoli Il . Inserito in Vac 'e Press

de magistris3

Il comune di Napoli ha deciso, non paga il conto del marketing elettorale dei vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio: non è possibile condonare Imu, Ici, Tari, infrazioni al codice della strada e altri balzelli del perimetro partenopeo. In fondo la moda del “Roma pratica  sconti fiscali e i comuni pagano” l’aveva lanciata Silvio Berlusconi con l’abolizione dell’Ici (poi diventata Imu) sull’abitazione principale.

Negli ultimi trent’anni l’autonomia degli enti locali ha fatto a cazzotti con le scelte di Governo e Parlamento. Dalle nostre parti si dice, più o meno, di fare i grandi con la tasca degli altri. La spiegazione dell’assessore a bilancio e tributi Enrico Panini è stata chiarissima: “Con le cartelle rottamate, l’ente perderebbe tra i 15 e i 20 milioni”. Ragionamento sacrosanto. Il comune ha crediti iscritti in bilancio per l’intera somma dovuta dai cittadini e il condono – rottamazione  (peggio ancora il “saldo e stralcio”) avrebbe ridotto le entrate previste, con conseguenze contabili disastrose per un ente da tempo in pre dissesto. A peggiorare la situazione, i due condoni precedenti: il prossimo 30 aprile scade la cosiddetta “rottamazione ter” ma la ex Equitalia, Agenzia delle Entrate Riscossione, non ha ancora rendicontato ai comuni i risultati delle due precedenti definizioni agevolate.

Con il bilancio previsionale da approvare entro il 31 marzo (“se no si va tutti a casa”), assessori e dirigenti non sanno come valutare crediti e “residui attivi”. Per questo moltissimi amministratori hanno deciso di non deliberare in merito all’attuale condono. Non è ancor disponibile un censimento delle scelte da parte dei comuni, ma non sono molti quelli che hanno scelto il silenzio sull’argomento. Un quadro normativo incerto, peggiorato dalle “non decisioni” degli enti su cui cala il comportamento concludente di “Equitalia”: l’agente della riscossione è sordo rispetto alle problematiche qui accennate e consente ai contribuenti di condonare tutto il condonabile, senza eccezioni per i tributi comunali.

Peggio che andar di notte per le cartelle (comprese le cartelle di provenienza comunale) al di sotto dei mille euro, riguardanti il periodo 2000 – 2010. Equitalia, rispettando la norma nazionale, le ha eliminate automaticamente dagli archivi. Cosa accadrà? Forse i cittadini napoletani e quelli dei comuni che hanno rifiutato il condono vedranno riemergere dagli inferi le cartelle di origine municipale?  Estratti ruolo come zombie, come morti viventi che incutono terrore? Nessuno sa come andrà a finire. Di sicuro quanto accaduto moltiplicherà i ricorsi dinanzi a commissioni tributarie e giudici di pace. E pensare che l’azzeramento dei ricorsi è uno dei principali obiettivi di qualsiasi condono.