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Le elezioni regionali saranno la Waterloo di Forza Italia?

Scritto da Gabriele Crispo Il . Inserito in A gamba tesa

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L'aria a Montecitorio inizia a diventare veramente irrespirabile: dopo le clamorose sostituzioni in Commissione, le minoranze, tra cui naturalmente non poteva non mancare quella (maggioritaria) del Pd, si inizia ad alzare la voce contro il Governo e il premier, che giustamente irritato, tuona “se non si vota l'Italicum si va a casa”, insomma quello di Renzi sembra essere un vero e proprio dentro e fuori definitivo.

Al di là della vicenda Italicum è oramai un dato di fatto che nel Partito Democratico c'è molto malumore, dettato non si sa ben da cosa: la verità è che molti pensavano di avere in un pugno Renzi dopo il sostegno dato sul nome Mattarella che ha portato conseguenzialmente allo strappo con Berlusconi, ma così non è stato: il premier continua per la sua strada, perdendo via via amici e facendosi numerosi nemici. Da ciò derivano voti di fiducia reiterati, giochetti parlamentari rivisitati e riletti: insomma tanti escamotage...tutto pur di portare avanti le riforme! Che senso ha votare l'Italicum e poi non volerlo sostenere alla Camera? Che senso ha votare le riforme costituzionali in tre votazioni per poi non votarlo nell'ultima? Insomma, il gioco è oramai chiaro a tutti: votiamo e poi alziamo il prezzo, se questo viene soddisfatto è un SI, altrimenti via con i giochi dialettici tipici dei politici, riempiamoci la bocca di parole decontestualizzate dai nostri reali pensieri, è un “NO...ma se”, panta rei.
Tuttavia, finché non ci saranno le regionali, tutto resterà, tra le urla e le discussioni, così com'è: Liguria, Veneto, ma soprattutto la Campania, saranno queste le regioni che schiariranno un po' i nostri cari politici sul da farsi.
La terra dei fuochi, dimenticata durante le legislature, acquista durante il periodo elettorale un importanza nevralgica di straordinaria rilevanza: dopotutto il liberalismo è passato, non si paga più per votare e quindi i milioni di “poveracci” campani diventano fondamentali.
Senza voler leggere nei pensieri di nessuno, si può essere certi che mentre in Veneto la battaglia è principalmente tra Lega e Pd; in Liguria il Pd se la gioca con Forza Italia e in parte M5S, la sfida ligure è incerta, ma al tempo stesso irrilevante se confrontata a quella della Campania.
Se il M5S non ha molte chance di incidere, un po' come accade in Parlamento ogni giorno “contraddire, per proporre scenari utopistici” da pochi frutti almeno per quanto riguarda le elezioni locali, il Pd, con candidato Vincenzo De Luca, si contrappone all'uscente, ex socialista oggi Forza Italia, Stefano Caldoro. È questa la vera sfida: una sfida che avrà risvolti sullo scenario politico di tutta Italia.
Questa affermazione va spiegata, partendo da un presupposto. Negli ultimi sondaggi elettorali nazionali: il Pd è al 37%, il M5S è al 19%, la Lega è al 14%, Forza Italia è al 13%. Chiaramente il Pd è indiscutibilmente il partito più forte d'Italia e uno dei più forti d'Europa per consenso, merito naturalmente della personalità di Matteo Renzi, ma anche del consenso che politici storici e non richiamano...anche tra la minoranza democratica.
L'affermazione fatta in precedenza non riguarda il Pd- sorvolando il M5S- le elezioni Regionali del 2015 segneranno definitivamente la storia di Forza Italia. L'importante non è vincere ma fare il meno peggio possibile: in Veneto, a destra, sarà la Lega a farla da padrona; il risultato in Liguria è si importante ma comunque secondario rispetto alla regione che ha dato i natali alla “first lady di Arcore”. Se Forza Italia verrà annientata in Campania, il nome di Berlusconi verrà ufficialmente relegato sui libri di storia e la sua influenza sarà ridotta ai minimi storici.
A Maggio gli elettori dovranno scegliere, come cinque anni fa, tra Caldoro e De Luca. Nel 2010 Caldoro ebbe la meglio con quasi l' 11% di vantaggio sull'avversario. Le cose sono cambiate e De Luca ha avuto modo di dimostrare il suo peso prima in ambito amministrativo, trasformando Salerno in una delle città più vivibili del Sud Italia e poi politico, nonostante la condanna (strumentalizzata ora dai suoi avversari), Vincenzo De Luca è oggi un esempio di politica che convince. Dall'altra parte c'è Caldoro, che tra scandali surreali si è districato in questi cinque anni (lo scandalo Cosentino tra i tanti). Insomma, anche da un'analisi superficiale, si evince come potrebbero andare le cose.
Forse le elezioni regionali della Campania saranno la vera Waterloo di Berlusconi, dopo CesanElba che sia arrivato il momento della sconfitta elettorale definitiva, segno di un consenso oramai anacronistico, e dell'esilio a ArcorElena? Perchè come affermava Wendell Phillips “Ogni uomo alla fine incontra la sua Waterloo.”