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Teatro Bolivar: Taranterra, "…la storia irraccontabile dell’attimo in cui l’eterno ritorno si trasmuta per sempre in ricordo placato…"

Scritto da Angela Pascale Il . Inserito in Teatro

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Nelle sere che seguono il Natale non c'è niente di meglio che passare una serata al teatro gustando una bella opera. Le feste natalizie, si sa, fanno riscoprire il ruolo della famiglia, la figura del singolo individuo all'interno di essa, e non sempre si tratta di un rapporto semplice o lineare. E' tanta la voglia di calore, di affetto, di comunità eppure, sentimenti assai contrastanti si fanno largo e se non si sta attenti, possono prendere il sopravvento. Per questo vi suggeriamo l'opera che dal 30 dicembre alle 21:00 sarà al Teatro Bolivar: Taranterra.

Taranterra è la messa in scena dell’omonimo testo poetico di Mimmo Grasso. Un testo che non nasce per il teatro ma che contiene al suo interno straordinarie suggestioni visive tali, da sfociare naturalmente in una riscrittura in chiave scenica. L' allestimento proposto è il frutto di un lavoro di ricerca e di prove svolto all’interno del gruppo di Asylum Anteatro; gli attori con pochi oggetti e i corpi trasformano e ridisegnano lo spazio dell’azione, evocando immagini e situazioni. Taranterra rimanda alle esperienze liminali di ogni uomo: la nascita, la tenerezza materna, le ferite d’abbandono, la necessità del conflitto, l’incontro con l’altro/a, il ricongiungimento, il confronto ultimo con sé stessi e con ciò che si è raccolto nella propria esistenza e riporta tutto questo alla storia irraccontabile dell’istante in cui un uomo (o l’uomo?) nasce/muore/nasce o forse dell’attimo in cui l’eterno ritorno si trasmuta per sempre in ricordo placato, senza rancore, guarito. Taranterra debutta il 21 giugno 2012 a Nola ; ha poi girato per numerosi siti archeologici e/o d’interesse storico /culturale dislocati sul territorio della Regione Campania e non, adattando di volta in volta la sua struttura di base al luogo ospitante ed acquisendo così, ogni volta, un “colore” e un respiro diverso. Oltre 60 repliche ad oggi, più di 5000 spettatori, il loro consenso e quello della critica e delle istituzioni che lo hanno moralmente patrocinato danno a questo spettacolo motivo di replicarsi ancora.

"Taranterra è dissoluzione della parola che da segno astratto si trasmuta in vibrazione guaritrice, percussione che scuote dal sonno, soffio rigeneratore, scossa rivelatrice; taranterra è una caosgonia, forse, la storia irraccontabile dell’attimo in cui l’eterno ritorno si trasmuta per sempre in ricordo placato, senza rancore, guarito; taranterra è (in)coscienza alchemica, se è vero che l'Alchimia è processo attraverso cui la vita, dopo la corruzione del necessario tramutarsi in carne e materia, ritrova nuovamente l’essenziale; taranterra è un corale fatto di voci abitanti un piccolo istante/mondo, quello di un uomo (o dell’uomo?) che ascolta distante dal tempo, colto a raccogliere per l’ultima volta o per la prima di una nuova volta, ciò che resta del visto, vissuto o immaginato. In taranterra “tutto è già accaduto”: ricordi d’infanzia, preghiere, eros, danze di guerra e d’iniziazione, ferimenti e lenimenti materni, incontri accidentali, abbandoni e ritrovamenti, in un continuum circolare basato su algoritmi che collidendo tra loro generano altri algoritmi, come accade in ogni ontogenesi. Taranterra è un lungo stasimo a pulsazione variabile in cui gli attori danno vita agli oggetti, ai quadri e ai loro abitanti di volta in volta evocati dai versi, servendosi esclusivamente dei propri corpi, di tammorre, giavellotti e tessuti che trasformano e ridisegnano lo spazio dell’azione, evocando ora la tenda nel deserto di un anacoreta, ora una processione, una penultima cena, una piazza d’armi, una distesa assolata di grano, un formicaio, un tempio, un pantano, una giostra, un giaciglio, una fossa, un solo luogo di ricongiungimento e a un tempo di separazione. Taranterra è uno spettacolo pensato e realizzato per essere rappresentato ovunque il teatro possa tornare ad essere un momento collettivo di reciproco ri-conoscimento (o di ri-conoscenza?) profonda, tra chi offre e riceve, chi riceve ed offre." [Massimo Maraviglia]

Per saperne di più:
Teatro Bolivar – via Bartolemo Caracciolo 30, Napoli (Materdei) a pochissimi passi dalla fermata Materdei della metro Linea 1
tel. 081 5442616 - www.teatrobolivar.com

Taranterra
di Mimmo Grasso
regia Massimo Maraviglia
con Ettore Nigro e la compagnia Asylum Anteatro ai Verigini 2016
Clara Bocchino| Libera Carelli| Giulia De Pascale| Davina Donadio|
Rebecca Furfaro| Raimonda Maraviglia| Monica Palomby|
Alexander Quintana Torres|Teresa Raiano|
Dario Rea| Riccardo Rico|
musiche originali Andrea Tarantino|voce soprano Leslie Visco
costumi Monica Palomby
consulenza scenica Armando Alovisi
disegno luci Ettore Nigro
training vocale Caterina Leone
aiuto regia Monica Palomby e Raimonda Maraviglia
fotografia Teresa Raiano
grafica Luca Serafino

 

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