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L’assistito ed il gioco del lotto a Napoli

Scritto da Lidia Crimaldi Il . Inserito in Vac 'e Press

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La città di Napoli, culla di superstizioni e fatterelli, è pregna della figura del cosiddetto “assistito” o “cabalista”: “quello che dà i numeri”. Esistono categorie di persone, che hanno un rapporto privilegiato con le potenze extraumane: a costoro riesce più facile ricevere i numeri, che passano ai giocatori, e inoltre, subordinatamente, essi hanno attitudini e competenze speciali per tradurre in cifre numeriche i sogni e i segni di difficile lettura: sono, insomma, i mediatori tra i vivi e i morti, tra l'aldilà e l'aldiquà.

L'"assistito" è colui che comunica con gli spiriti, e alla loro assistenza deve la facoltà di conoscere in anticipo i numeri vincenti, che dona a suo piacimento. Le connotazioni magico-sacrali di questa figura sono segnalate dalla denominazione di "Santone" che gli è spesso attribuita; ma nel sincretismo magico-religioso popolare gli spiriti possono essere anche gli spiriti cattivi, per cui l'assistito tende ad assumere altresì tratti diabolici ("Diavolillo"), anche se non necessariamente è collegato con la stregoneria. La gente vede l'assistito come una persona che veste in maniera eccentrica (per esempio, porta gli occhiali neri), contemplativa e distratta, come chi non cura le cose di questo mondo. Nel suo fisico magro e pallido egli porta inoltre i segni delle notti insonni, agitate dalla paura e dai maltrattamenti degli spiriti e da altre allucinazioni. A volte gli assistiti sono soggetti psicotici di famiglie agiate; ma di solito essi alla condizione di disadattamento o di anormalità sommano un accentuato disagio sociale, che ne fa delle figure doppiamente marginali; frequentemente esercitano attività o mestieri particolari, come il sacrestano o il "tronaro" o il "fuochista" (cioè il fabbricante di fuochi d'artificio o l'addetto agli spari), in vario modo legati, sia pure residualmente, all'orizzonte magico-religioso, da cui traggono i loro poteri. La gente comune percepisce secondo coordinate proprie la loro anormalità o eccentricità e ad essa connette la loro facoltà di parlare cogli spiriti, facendone delle figure credute e rispettate, dotate di prestigio. Segno di questa integrazione comunitaria degli assistiti è il fatto che essi vengono cercati, circuiti, corteggiati da folle di "credenti" o "patiti", e ad essi si fanno regali e si offre denaro per ottenere i numeri. L'assistito "ha le parole mancanti del battesimo", ossia, a causa di un errore "tecnico" (una parola dimenticata e/o saltata dal prete o dal padrino durante il battesimo) non ha potuto recidere del tutto il suo legame col mondo irredento. Questo conferma altresì l'origine infernale, demoniaca dei poteri dell'assistito: gli assistiti possiedono, secondo la tradizione, lo "spirito benigno" o lo "spirito maligno". Ad ogni modo il cabalista svolge la sua professione a casa, ma non di rado si reca nei bar o nelle case dei clienti per guadagnare di più. Per ingannare i clienti ed i gestori dei locali che gli concedono lo spazio, fa credere di avere poteri sovrannaturali; ciò a volte porta i clienti stessi a richiedere d’oltranza anche qualcosa di diverso, come tentare di fare innamorare qualcuno o guarire da gravi malattie.