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PD Napoli, vietato rinviare i problemi

Scritto da Leonardo Impegno Il . Inserito in A gamba tesa

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Il nuovo e prevedibile scandalo, raccontato da Repubblica, sulle modalità di tesseramento, in alcuni circoli di Napoli, segna l'ennesimo punto di non ritorno di un partito che a Napoli non c’è più, arriva ultimo dopo anni di problemi mai affrontati sul serio, o comunque non risolti. Non è mio intento ripetere in questa sede quanto sia accaduto negli ultimi anni, per ben due motivi, sarebbe una inutile ripetizione delle testate nazionali, e, inoltre, mi arrecherebbe l'ennesimo dolore verso qualcosa in cui si crede e per cui si è data una considerevole parte della propria vita: la politica, Napoli, il PD.

Sono convinto che dopo questa situazione tanto assurda serva una forte reazione, di orgoglio, se napoletano non basta, e non è bastato, anche del PD nazionale, soprattutto per preservare l’unico partito in grado di arginare i populisti e promuovere il cambiamento nel Paese.

Gli appelli di questi mesi al rigore e alla trasparenza sono caduti nel vuoto e lo sforzo di pochi di celebrare un congresso sulle idee e non solo sulla corsa alle tessere è apparso inutile.
Oggi viviamo il terribile paradosso di essere oggetto delle cronache per gli stessi errori imperdonabili del passato, e con il coinvolgimento delle stesse persone, notizie come queste non fanno altro che allontanare i cittadini dal partito democratico, a Napoli e non solo.

Non si può che ribadire, dunque, la necessità di commissariare il PD a Napoli, e con dispiacere prendo atto che invano è stato più volte sottolineato il rischio che una situazione politica, a dir poco precaria, potesse incentivare “i signori delle tessere”.
L’invio da Roma di un dirigente nazionale, per verificare la regolarità delle procedure è una sconfitta per tutti, e le prime dichiarazioni del mio amico Emanuele Fiano ovvero che non sono state sbagliate le procedure ma è mancata la capacità di fare politica e di avvicinare chi voleva dare un contributo di idee al nostro Partito, a mio avviso, rinforza ancor di più, in me, l'idea che serva un commissario.

Al posto della Politica, nel nostro ormai 10% di consenso, trovano sempre più spazio i soliti noti che hanno più a cuore il controllo del “bidone” che la crescita del PD e della sua proposte per la città, malgrado, a Napoli, potrebbe essere relativamente semplice denunciare le promesse non mantenute da De Magistris, a partire, per iniziare, dal millantato reddito di cittadinanza, e proseguendo con le sue difficoltà sia nella gestione dei trasporti (ANM in subbuglio) che della città in generale.

Ho l’impressione che l'obiettivo della segreteria provinciale sia quello di resistere, fin quando non verremo completamente travolti, finché non ci sarà nulla da fare.
Oggi, ognuno di noi, deve mettere a disposizione il proprio mandato per ricostruire il PD, non solo nelle sedi ma soprattutto tra le persone. In quest’ottica il congresso nazionale sarà un’occasione straordinaria per avvicinare nuove persone, ma dovremo saperle accoglierle e saperci discutere, uscendo dall’autoreferenzialità di questi ultimi anni, soprattutto nella nostra città.