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Sfide di Teatro

Scritto da Rita Felerico Il . Inserito in Teatro

Teatro Stabile Napoli Teatro Mercadante 9

Se si acquista entro il 31 luglio un abbonamento al Teatro Mercadante e al Teatro San Ferdinando per la stagione 2017/18, si può risparmiare fino a 65 euro e non solo.

ENTRO IL 31 LUGLIO Abbonamento Mercadante: 30% di sconto e Free Pass* per 2 spettacoli al Ridotto del Mercadante e 1 al Teatro San Ferdinando. Abbonamento San Ferdinando: abbonamento a soli € 70 (anziché € 100) e un ingresso gratuito* per uno degli spettacoli a scelta al Teatro Mercadante.

ENTRO IL 15 SETTEMBRE Abbonamento Mercadante: 20% di sconto e Free Pass* per 2 spettacoli al Ridotto del Mercadante e 1 al Teatro San Ferdinando. Abbonamento San Ferdinando: abbonamento a soli € 80 (anziché € 100) e un ingresso gratuito* per uno degli spettacoli a scelta al Teatro Mercadante.

ABBONAMENTI MERCADANTE
turno venerdì (ore 21) – sabato (ore 19) – domenica (ore 18)
dati

Un copia incolla, per scelta, per diffondere la proposta che lo stabile partenopeo lancia agli appassionati, ma soprattutto a coloro che ritengono inaccessibile per prezzo esoso non solo l’abbonamento ma il costo dei singoli spettacoli. E naturalmente non mancano i biglietti ridotti in favore dei giovani under 30 o per gli spettatori over 60 o per i gruppi e soci cral o le offerte delle carte teatro .

Anche così si avvicina il pubblico all’amore per il teatro, un pubblico che il direttore Luca De Fusco, durante la conferenza stampa di presentazione del programma 2017/2018, conferma essere cresciuto numericamente sia per la platea del Mercadante che per quella del San Ferdinando, dove si è raggiunta la percentuale del 75% di presenza rispetto al passato. I lavori per gli impianti antincendio – motivo della forzata chiusura – sono avviati e per settembre ci sarà la riapertura in occasione del Premio Le Maschere; infine segnala che ai contributi ordinari sono stati aggiunti dei fondi ministeriali e dei fondi PAC regionali.

Mariano Rigillo, direttore della Scuola Teatro Stabile, conferma la continuità didattica anche per il terzo anno e con soddisfazione, come ha già altre volte dichiarato, accenna all’entusiasmo e alla bravura degli allievi che professionalmente sono stati chiamati a collaborare anche con il Napoli Teatro Festival.

Segnali positivi che ribadiscono una presenza sempre più incisiva sul territorio e dentro la storia culturale della città. Ma il cartellone?

E’ una programmazione varia, completa che aggiunge agli spettacoli ‘classici’ lo sguardo alla drammaturgia contemporanea, con incursioni nell’espressività comica e laboratoriale. Un cartellone d’amare, con ben 22 spettacoli, di cui 5 firmati da registi stranieri e 10 prodotti o coprodotti dal Mercadante, vivo della presenza di beniamini del pubblico, come Eros Pagni – in Sei personaggi in cerca d’autore, per ricordare il 150esimo anniversario della nascita di Luigi Pirandello – Maddalena Crippa, in Riccardo II per la regia di Peter Stein , Giulia Lazzarini , interprete di Emilia del regista e attore argentino Claudio Tolcachir e ancora Luca Barbareschi e Emmanuel Gat il coreografo franco israeliano di fama internazionale insieme agli interpreti del calibro di Michael Loher e Milena Twiehaus. Ricordiamo anche le due rappresentazioni di Masquerade , del regista russo Tuminas.

In scena in entrambi i palcoscenici anche i nostri amati beniamini: Angela Pagano, Mariano Rigillo, Claudio Di Palma, Mimmo Borrelli e tanti altri ancora (si consiglia di consultare il programma completo sul sito www.teatrostabilenapoli.it) che riporteranno in scena la nostra tradizione e la nostra espressività linguistica.

Da segnalare come novità per unanime decisione del CdA e del suo presidente Filippo Patroni Griffi, l’intenzione di lanciare delle lezioni filosofiche il sabato pomeriggio o la domenica mattina, una volta al mese, coordinate dal filosofo Gianni Garrera, il più grande esperto di Kierkegaard e l’introduzione di spettacoli più aderenti al filone del teatro civile , come Intrigo e Amore di Friedrich Schiller o La banalità dell’amore di Savyon Liebrecht prodotto dallo Stabile al suo debutto nazionale.

E l’altra sfida? Chi mi ha già letto conosce l’interesse che sempre evidenzio verso le scuole di teatro che operano sul territorio cittadino, cercando di metterne in luce i frutti e le scelte didattiche. Ancora una volta è il Theatre De Poche a lanciare una ulteriore sfida; guidati da Leda Conti gli allievi hanno recitato in inglese Aspettando Godot di Samuel Beckett, una performance in 6 quadri in un adattamento ideato dalla stessa Leda. Prima e unica esperienza di teatro in lingua inglese a Napoli e dintorni ( bisogna spostarsi a Roma alla Silvio D’Amico per incontrarne una ) Leda ha avuto l’idea di lanciarsi in questa avventura nel momento in cui, nell’affrontare un provino, hanno chiesto la sua capacità recitativa rispetto alla conoscenza di altre lingue. E si sa conoscere altre lingue è oggi fondamentale e decisivo per imporsi nel mercato lavorativo, anche in ambito strettamente teatrale.

Il testo è molto amato dai giovani; il Teatro dell’Assurdo bacia in pieno quella ricerca di senso di cui si ha tanta fame, segnala l’assenza di ogni verità assoluta e quindi il ‘pericolo’ del vuoto e del nulla. Il tutto scandito da una vena clownesca, intrisa di humor vicina allo spirito anglosassone che ben conosce Leda, studiosa di letteratura inglese, esperta nel tradurre, nel dialogare, nel pronunciare.

La sua esperienza l’ha dunque trasfusa nell’insegnamento al suo attivo presso il laboratorio del teatro, raggiungendo ottimi livelli di resa; erano presenti in sala la sera della rappresentazione spettatori inglesi che si sono complimentati. Insomma non si era in presenza di allievi impegnati in un saggio di fine anno che cercano di parlare in inglese, gettati sul palco senza un ben specifico progetto di studio alle spalle! Brava Leda, bravi Annalourdes Auciello, Giuseppe Fedele, Cristina Mauriello, Marica Ferone,Antonio Polese, Federica Cinque, Alessia Lamoglia, Luca Cotugno, Francesca Vico, Davide Raffaello, Salvatore Testa, Francesca Somma e Claudia Scuro.

Una sfida nella quale impegnarsi, che completa la formazione degli allievi, da proporre nelle scuole e nell’ambito dei festival.

“Cosa può dire il Teatro? Tutto! Il Teatro può dire tutto. Sia come gli dei vivono nei cieli, come i reclusi languiscono nelle grotte, come la passione può elevare e l’amore distruggere, come non ci sia spazio per i buoni e regni l’imbroglio, come ci sia gente che vive nella sua casa, mentre dei bambini vivono nei campi profughi e altri sono ricacciati nel deserto, come ci si separi dai propri cari. Il Teatro può parlare di tutto ciò. Il Teatro è sempre stato e ci sarà per sempre. E nei prossimi cinquanta, settanta anni, il Teatro sarà particolarmente necessario. Perché, di tutte le arti rivolte a un pubblico, è solo il Teatro che passa da bocca a bocca, da occhio a occhio, da mano a mano, da corpo a corpo. Il Teatro non ha bisogno di un intermediario fra persona e persona. È una parte trasparente dell’universo, né sud, né nord, né oriente, né occidente. Brilla di luce propria, da tutte e quattro le direzioni, immediatamente comprensibile da chiunque, nemico o amico” Anatoli Vassiliev