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Intervista a Massimo Paolucci sul porto di Napoli

Scritto da Angela Pascale Il . Inserito in Il Palazzo

angela paolucci

E’ da qualche settimana che seguo con interesse la questione del porto di Napoli, che finito il mandato di commissariamento doveva finalmente avere un nuovo presidente. Dato che così non sembra andare, per far chiarezza, ho deciso di rivolgermi a uno dei parlamentari campani presenti nella commissione trasporti della Camera, Massimo Paolucci, Partito Democratico. Sono ore abbastanza concitate a causa della forte crisi di governo in atto, eppure troviamo il tempo di chiacchierare, ho l’intenzione di far domande che spieghino al lettore medio cosa sta accadendo, così parto dal principio.


A.P. : “Come avviene la nomina del presidente del porto di Napoli?”
M.P. : “Il comune di Napoli, quello di Castellammare di Stabia e la giunta regionale preparano una terna di nomi da dare al Ministro dei trasporti che sceglie e dopo aver ottenuto il gradimento della Regione rimanda il nome alle commissioni parlamentari che possono recepire o meno il nome.”
A.P. : “La terna di nomi quando è stata fatta?”
M.P. : “La terna di nomi è stata fatta nell’ultimo periodo del governo Monti ma non abbastanza in tempo affinché Passera potesse recepire il nome, per cui si è dovuto aspettare l’insediamento del nuovo governo col ministro Lupi.”
A.P. : “Chi erano i nomi della terna?”
M.P. : “C’era l’imprenditore Dario Scalella e l’ammiraglio Domenico Picone e poi Riccardo Villari.”
Mi fermo a riflettere un attimo sul nome Villari, non mi è affatto nuovo, è il medico napoletano eletto nel 2008 nel Partito democratico, entrato nella commissione di vigilanza Rai e passato prima all’Mpa e poi al Pdl, di cui ora è senatore, ho un momento di esitazione e poi chiedo.
A.P. : “Quel Villari?”
M.P. : “Si, quel Villari. Ma la questione non è di tipo personale sul suo nome, il punto è che essendo un medico non ha alcuna base nautica o imprenditoriale necessarie a gestire il porto. Ci sarebbe bastata una persona con la giusta preparazione e la giusta esperienza.”
A.P. : ”Ma poi cosa è successo?”
M.P. : “Il porto era commissariato, il commissario era Dassatti, il quale ha avuto anche una proroga e in cinque mesi il ministro Lupi non aveva scelto nessun nome, alla fine ci ha proposto Riccardo Villari, proprio lui.”
A.P. : “Quindi ora si passa alla commissione parlamentare?”
M.P. : “Si, ora tocca alla commissione e Sel, PD e M5S voteranno contro il nome di Villari che quindi non passerà. Intanto una settimana fa a Cagliari è stata emessa una sentenza su un caso analogo di medico “prestato” all’impresa portuale e il giudice ha ritenuto la nomina illegittima.”
A.P. : “Ma quindi se il nome non passa in commissione cosa succede?”
M.P. : “Semplicemente il porto rimane ancora fermo, ed è la prima azienda campana, inoltre rischiamo di perdere 350 milioni di finanziamenti europei e rischiamo di rimanere indietro rispetto ai porti del nord Italia e del sud del Mediterraneo, siamo sempre meno concorrenziali. Intanto il Porto rimarrà commissariato.”
Rimango ancora in silenzio pensando allo scempio gestionale di questi ultimi anni per quanto riguarda il trasporto pubblico, i miei pensieri coincidono con quelli di Paolucci che mi incita:
<< Mi raccomando scrivilo che è colpa della gestione attuale dell’assessorato ai trasporti regionale, l’azienda regionale trasporti era fallita ed è stata salvata in extremis, il Porto è praticamente fermo e l’EAV che racchiude Circumvesuviana, Cumana, Circumflegrea e la ex Metro Campania Nord Est sta fallendo. Perfino i fondi destinati al trasporto non riescono a essere sbloccati a causa dei tentennamenti e della gestione pessima di Vetrella>>.
Lo scrivo, scrivo tutto, da pendolare campana e con un po’ di amaro in bocca poi ritorno alla mia Università, Ingegneria, Fuorigrotta, quella che un tempo raggiungevo in Circumvesuviana e poi in Metropolitana, linea 2, quella che ora sono costretta a raggiungere in auto per non saltare troppe ore di corsi.