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La scuola ai tempi del coronavirus. Didattica a distanza per garantire a tutti il diritto allo studio

Scritto da Elisabetta Di Fraia Il . Inserito in Port'Alba

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Con l’estensione a tutta Italia delle regole previste per Lombardia e le 14 province di Veneto, Piemonte, Emilia Romagna e Marche, si allarga a tutte le regioni lo stop fino al 3 aprile delle lezioni delle scuole di ogni ordine e grado e delle Università.

“E' una misura dolorosa ma necessaria- ha scritto su Facebook Lucia Azzolina, ministro dell’istruzione-Mi impegno a stare ancora più vicino a studenti e personale scolastico. Andremo avanti insieme ad affrontare questa emergenza. Le attività si sospendono ma #lascuolanonsiferma”. Il cornavirus colpisce anche il mondo della scuola, dell’Università e della formazione. È stato pertanto necessario, al fine di tutelare il diritto allo studio costituzionalmente garantito, attivare la didattica a distanza.

Il sito internet del ministero dell’istruzione attraverso una pagina web dedicata alla didattica a distanza ha provveduto ad integrare l’offerta di strumenti, community, chat e classi virtuali per offrire gratuitamente a tutte le scuole che ne facciano richiesta i mezzi opportuni per garantire il più possibile la continuità nell’azione didattica. In particolare, già a partire dal 2 marzo 2020 , il ministero nella sezione dedicata alla didattica a distanza aveva predisposto: piattaforme gratuite per le scuole attraverso le quali realizzare lezioni, interrogazioni e verifiche ondine , scambio di buone pratiche e gemellaggi fra scuole, contenuti didattici utili per l’approfondimento delle discipline curricolari che gli insegnanti e i loro studenti possono consultare e scaricare, sezione a cui hanno aderito partner come Rai Cultura, Treccani e Reggio Children.

Al Ministero, inoltre, è attiva una task force, che è al lavoro ogni giorno per sostenere le scuole e rispondere alle loro necessità. La didattica a distanza, spinta dall'effetto coronavirus, è ormai entrata nella quotidianità di studenti e docenti. Dopo un inizio in sordina - all'inizio della crisi nelle ''zone rosse'' solo 1 studente su 5 veniva coinvolto - si è passati alla quasi totalità dei ragazzi. L'ultima rilevazione, infatti, attesta che poco meno di 9 studenti su 10 sono "rimasti" a scuola grazie allo smart learning.

E i genitori, loro malgrado, si sono dovuti reinventare nel ruolo di prof: ben 7 su 10 dichiarano di assistere i propri figli. Questo è quanto ha rilevato l'Osservatorio Scuola a Distanza che il portale specializzato Skuola.net realizza ogni settimana a partire dall'inizio dell'emergenza Covid-19.

Buone notizie arrivano anche dall’ultimo decreto #CuraItalia che prevede lo stanziamento di 85 milioni destinati all’istruzione e che serviranno ad agevolare il lavoro delle Istituzioni scolastiche che si stanno dotando di piattaforme e di strumenti digitali per l’apprendimento a distanza o che stanno potenziando gli strumenti che avevano già a loro disposizione. Serviranno anche per mettere a disposizione degli studenti meno abbienti dispositivi digitali per l’utilizzo delle piattaforme per la didattica a distanza e per la connessione alla Rete.