Rantolo della Matassa di Antonio Vastarelli

“Il rantolo della matassa”: Mistero e verità nascoste nel nuovo romanzo di Antonio Vastarelli

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Un mistero che affonda le radici nel passato, una figlia alla ricerca della verità e una trama che si snoda tra Napoli, Londra e Ginevra: è questo l’universo narrativo di Il rantolo della matassa, il nuovo romanzo di Antonio Vastarelli, pubblicato da Edizioni MEA, che sarà presentato giovedì 13 novembre alle ore 18:30 presso la libreria IoCiSto, in via Domenico Cimarosa 20, al Vomero (Napoli) continua la lettura….

Scontro politico sul Garante della Privacy: opposizioni chiedono l’azzeramento, Meloni ribatte “Lo avete nominato voi”

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Si infiamma lo scontro politico attorno al Garante per la Protezione dei Dati Personali, dopo le inchieste di Report che hanno portato alla luce presunti conflitti di interesse e una gestione poco trasparente dell’Autorità. Le opposizioni – Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra – chiedono un “azzeramento immediato” del collegio, ma dal governo arriva una replica durissima continua la lettura….

Trump come uno tsunami…..

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…..”Come uno tsunami, Trump irrompe sulla scena mondiale: le sue politiche travolgono gli equilibri internazionali, scuotono alleanze storiche e ridisegnano i rapporti di potere. L’impatto del “fenomeno Trump” non si ferma ai confini americani, ma sconvolge l’intera esistenza politica globale, lasciando dietro di sé un mondo trasformato e incerto”……..

di Salvatore Oliviero

Napoli, la Fiera dei Presepi di San Gregorio Armeno 2025 dedicata a James Senese: apertura il 14 novembre

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Si accenderanno venerdì 14 novembre 2025 le luci sulla tradizionale Fiera dei Presepi di San Gregorio Armeno, uno degli appuntamenti più attesi e amati del Natale napoletano. Quest’anno l’edizione sarà dedicata a James Senese, il grande sassofonista e simbolo della musica partenopea, scomparso lo scorso 29 ottobre all’età di 80 anni continua la lettura….

La legittima difesa. Quando chi protegge paga: i costi economici della difesa privata

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La legittima difesa. Quando chi protegge paga: i costi economici della difesa privata

di Luca Orlando

 

Difendersi è un diritto, ma sempre più spesso è anche un lusso. In un’Italia attraversata da timori crescenti legati alla sicurezza, sono moltissimi i cittadini che cercano di proteggere sé stessi, le loro famiglie, i loro beni. Eppure, ciò che raramente viene discusso con onestà è il prezzo, concreto e simbolico, che questa autodifesa comporta. Perché quando lo Stato non basta, chi vuole sentirsi al sicuro deve pagare. E non tutti possono permetterselo.

L’universo della difesa privata è ampio e variegato. Si parte dai sistemi di allarme e videosorveglianza, che ormai rappresentano la norma in moltissime abitazioni: telecamere interne, rilevatori di movimento, sensori perimetrali. Una protezione minima può costare dai 1.000 ai 3.000 euro. Ma se si vuole qualcosa di più sofisticato, il conto sale rapidamente. E non finisce lì: ci sono gli abbonamenti mensili per la vigilanza privata, i contratti con le società di sicurezza, i costi di manutenzione. Tutto a carico del cittadino.

Poi c’è l’altra faccia della medaglia: quella del “dopo”. Quando, nonostante tutto, si subisce un’aggressione e si reagisce. Quando la difesa diventa un caso giudiziario. I costi legali, in questi casi, sono elevatissimi: parcelle per avvocati, periti, consulenze tecniche, spese processuali. Anche in caso di assoluzione, la cifra finale può superare i 10.000 euro. E se si perde? O se il giudizio resta sospeso per anni? Il danno economico diventa permanente, talvolta irreparabile. Non mancano poi i casi in cui la persona che si è difesa si ritrova anche a dover risarcire la famiglia dell’aggressore.

Eppure, il discorso pubblico sulla legittima difesa raramente affronta questi aspetti. Si parla di diritto, di riforme, di sicurezza, ma si tace su un fatto evidente: difendersi costa. E costa di più a chi ha di meno. Non tutti possono installare un impianto d’allarme. Non tutti possono permettersi un buon avvocato. Non tutti possono affrontare anni di incertezza processuale. Di fatto, la difesa rischia di diventare un privilegio. E così, in una società che si pretende eguale, le persone più vulnerabili restano anche quelle meno protette.

Questo squilibrio ha effetti profondi: aumenta la sfiducia nello Stato, alimenta il senso di abbandono, spinge alcuni a scelte estreme (dormire in negozio, armarsi, reagire “comunque”). Ma quando la difesa diventa un investimento, e la giustizia un percorso a ostacoli, il rischio è che il senso civico venga sostituito dalla rassegnazione o dal fai-da-te.

Il problema, allora, non è solo giuridico. È sociale. È economico. È politico. Garantire davvero la possibilità di difendersi significa anche garantire accesso alla sicurezza, alla tutela legale, alla protezione post-aggressione. Non solo per chi può permetterselo, ma per tutti.

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