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Intervista di Mario Bianchi a Laura Matrone: candidata nelle liste del PD a Castel Volturno

Scritto da Mario Bianchi Il . Inserito in Linea di Confine

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A Castel Volturno il 25 maggio si vota anche per eleggere il Sindaco. Il comune esce da un periodo di commissariamento e dalla dichiarazione di dissesto economico. Quattro i candidati a sindaco, 16 le liste, 240 i candidati che ne fanno parte

: Ciro Scocca, appoggiato dalla lista civica Per una Castel Volturno Libera e civile, Dimitri Russo sostenuto da PD, Sel, Onda Nuova e 100 volti per la svolta, Cesare Diana da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Castel Volturno verso il futuro, Castel Volturno nel cuore, Uniti per Castel Volturno, Rinnovamento Missino e primavera castellana, Emilio Alfano dal Nuovo Centro Destra, Cultura economia e lavoro, Forza Castel Volturno e Castel Volturno libera.
La notizia che è esplosa sui giornali però non è questa, ma quella della candidatura nelle liste del PD di Laura Matrone. Laura Matrone, sempre lei vinse l’11° campionato europeo di Taekwondo. Ma anche quella volta non fu la sua vittoria a fare notizia. La notizia è sempre stata la sua passata esperienza di Trans. Questo la dice lunga su preconcetti ed ignoranza. Ecco perché la abbiamo voluta intervistare. Noi che ci siamo sempre occupati in “linea di confine” di temi che interrogano la coscienza degli uomini ci siamo voluti confrontare con lei. L’abbiamo telefonata, ci ha risposto una voce femminile serena e gentile, più che un’intervista si è trattato di una conversazione che qui tentiamo di riportare.

L.M.“Senti - mi dice subito Laura – non voglio più essere chiamata trans. Bada bene si dice la Transessuale non il transessuale. In ogni caso oggi sono Laura”.

M.B.“Non voglio certo nasconderti che il motivo dell’intervista nasce dal voler conoscere la tua esperienza. Per me poi è più facile chiamarti Laura, perché io ho telefonato a Laura, la candidata del PD a Castelvolturno. A proposito perché a CastelVolturno?”

L.M.“Come perché? Sono nata a Napoli ma dall’età di 13 anni vivo a Castelvolturno. Conosco e amo questa terra. Ho voglia di impegnarmi per rilanciare questo territorio. Dimitri Russo mi ha proposto la candidatura nel PD ed io ho accettato con entusiasmo. Lo sostengono anche Sel, Onda Nuova e 100 volti per la svolta. Tutte forze che guardano al rinnovamento e al rilancio di questo territorio, che non è solo illegalità, come spesso viene descritto. Dobbiamo rilanciare il litorale domizio, puntare al porto turistico, rivalutare le oasi naturali come quella di Variconi. Noi siamo per liberare questa terra dal voto controllato, il voto di scambio, il voto di favore”

M.B.“Ma la tua candidatura ha il rischio della strumentalizzazione”

L.M.“No aspetta, io sono candidata perché questa è la mia terra, la conosco, molti mi conoscono e chi sta imparando a conoscermi subito capisce che non voglio rinchiudermi nel solo ambito della difesa dei diritti, che pure è importante.”

M.B.“Intanto ho letto che Cesare Diana, il vostro competitor di Forza Italia ha chiesto di escludere la lista del PD perché non rispetta la parità di genere. Tu saresti la causa, perché lui dice che sei uomo”

L.M.“Cesare Diana prima di parlare dovrebbe informarsi, si dovrebbe informare anche il suo staff. Dovrebbe sapere che oggi sono donna anche per l’anagrafe! Certo mi ha ferito con questa dichiarazione, mi ha buttato addosso una bomba, ma io gli rispondo con i fiori. Vorrei prenderlo per mano e andarci a bere una caffè insieme. Potremmo anche andare a mangiare insieme, visto il periodo una bella pasta e piselli”

M.B.“Piselli, alludi?”

L.M.“Si dai, visto che lui usa questo argomento mi sembra una idea divertente”

M.B.“Tu mi dicevi che sei stata impegnata nel sociale”

L.M.“Si sino a novembre dell’anno scorso ho lavorato a Napoli con una cooperativa sociale”

M.B.“Ma sei anche una artista vero?”

L.M.“Faccio la trasformista, faccio teatro, canto. Sono anche in Tv in diverse trasmissioni”

M.B.“A proposito di trasformismo, mi è venuto in mente il Gay Pride”

L.M.“Guarda non si chiama più Gay Pride. Ma Pride”

M.B.“Ok mi correggo. Non trovi che nel Pride ci sia troppo una dimensione Carnevalesca?”

L.M.“Il pride è di tutti. Perché e con quale autorità noi dovremmo dire non vestirti. Il Pride è il giorno in cui siamo liberi di esprimerci come meglio crediamo. Nel Pride ho visto bambini accompagnati dai genitori, persone travestite e non”

M.B.“Laura oggi sei una donna serena che si è ritrovata?”

L.M.“Cosa vuoi dire, io non mi sono mai persa”

M.B.“Volevo dire che hai attraversato sicuramente momenti difficili, dolorosi”

L.M.“Si questo certamente”

M.B.“Vuoi parlarcene?”

L.M.“Sono sempre stata una bambina ribelle. Vedi non riesco a dire bambino. Da subito mi sono sentita donna. Facevo la pipì sedendomi. Ero piena di vita e mia madre a 6 anni, forse proprio per far sfogare la mia vitalità e per indirizzarla mi iscrisse a Taekwondo, una disciplina sportiva, appunto disciplina che aiuta a controllare e ad usare in maniera equilibrata le proprie forze. Ma da subito ho avuto problemi. A Genova, dove andammo per i campionati nazionali, il direttore di gara non voleva che una femmina giocasse in una squadra maschile. Si perché la mia voce e i miei lineamenti erano di donna. Per giocare volle che in bagno gli mostrassi che ero”uomo”. Riesci a capire la sofferenza e l’umiliazione!”

M.B.“Quando inizia il tuo percorso per cambiare sesso?”

L.M.“Nel 2002 sono stata operata la prima volta, ma un infermiere insistette per farmi una medicazione che invece non andava fatta prima di 48 ore dopo l’intervento. Mi ha procurato delle lacerazioni interne che sono andate in cancrena. Per salvarmi ho dovuto chiudermi per sei mesi in una camera iperbarica che mi ha guarito dall’infezione però, poiché ha comportato anche che mi togliessi il tutore interno, ha fatto sì che le pareti vaginali si richiudessero. Avevo solo l’uretra per fare la pipì. Nel 2005 decisi di fare una colon vagino-plastica: un’operazione sperimentale – io ero la seconda che la subiva - di 15 ore. Dopo due giorni in ospedale senza muovermi dal letto si è formato un cercine, una specie di cisti interna. Sono rimasta così per tre anni, durante i quali non volevo più farmi toccare da nessuno, ero traumatizzata. Nel 2008 mi operano di nuovo: solo tre tagli e poi mi mettono in camera d’ospedale senza neanche un catetere. Mi dissero: signora, faccia ginnastica con le dita. A quel punto decisi di cambiare ospedale e medico e andai a Roma. Il chirurgo plastico per visitarmi dovette addormentarmi. Fu l’ultimo intervento: il chirurgo plastico non fece altro che togliere il cercine.”

M.B.“Ma eri già sposata all’epoca?”

L.M.“ Si nel 2008, ma oggi sono separata. Desidero un compagno che mi sappia amare alla luce del sole. Vedi io sono forte ma anche debole, fragile. Una vita con un uomo che mi sappia amare è certo per me importante”

M.B.“Ho letto che tu desidereresti essere madre”

L.M.“Si vorrei adottare un figlio”

M.B.“Tu non potrai mai essere biologicamente madre”

L.M.“Ma la madre è chi cresce i propri figli”

M.B.“Eppure c’è chi vuole essere madre Biologica a tutti i costi: procreazione assistita, utero in affitto, donazione di sperma”

L.M.“Non potrò essere madre e sono favorevole all’adozione, ma chi sono io per giudicare chi desidera un figlio”

M.B.“Non si tratta di giudicare ma forse di interrogarsi e accettare un limite”

L.M.“No, con me non puoi parlare di limite, non devono esserci limiti”

M.B.“Giudicare no, ma tu hai fatto delle scelte che hanno superato il limite del tuo corpo che non corrispondeva al tuo essere, nei casi a cui mi riferivo sono coinvolte altre persone, una madre che da in uso il suo utero, un uomo che mette a disposizione il suo sperma”

L.M.“Io ho conosciuto tante persone che mi hanno aiutata a superare i miei limiti, anche le persone che dici tu hanno aiutato altre a superare dei limiti. Vedi io credo che tutto giri intorno all’amore, il vero amore non ha colore, ne sesso ne età”

Questo è sembrato a Laura il giusto finale ed è sembrato anche a me. Mi ha fatto venire in mente una frase di Sant’Agostino con cui voglio terminare e chiudere l’intervista che mi ha regalato l’incontro con una bella persona. Dice Agostino:
«Ama e fa’ ciò che vuoi (Dilige et quod vis fac)» che non è un’esaltazione del sentimento e del capriccio, bensì un’esortazione alla responsabilità per il bene del prossimo.